Professionisti, la Legge di Stabilità li include. Per loro più tutele

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Non è ancora approvata ma delinea già i confini entro i quali si sta muovendo. La ex Finanziaria, oggi chiamata Legge di Stabilità, infatti, ha in sé alcune norme che dovrebbero rendere la vita dei professionisti più “facile”. Le tutele in essa contenute vanno dalla maternità al nuovo regime dei minimi.

Tutela della maternità. Un diritto erogabile alla lavoratrice per cinque mesi, indipendentemente dall’effettiva astensione dal lavoro. Il congedo parentale viene elevato da 3 a 6 mesi e il periodo di fruizione viene elevato da 1 a 3 anni di vita del bambino. Una norma che risponde alla sentenza n. 205/2015 la Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo l’articolo 72 del decreto legislativo n.151/2001 che stabilisce che per le libere professioniste l’indennità di maternità spetta, per l’ingresso del bambino adottato o affidato, fino al limite massimo di sei anni di età, ampliando così le norme sull’adozione di bimbi italiani. Il limite era già eliminato per le lavoratrici dipendenti (dalla legge n.244/2007) e per le autonome in caso di affidamenti internazionali (dalla sentenza n. 371/2003 della stessa Corte Costituzionale). Diversamente, le professioniste che avessero optato per l’adozione nazionale risultavano ancora penalizzate.

Malattia. Se il lavoratore autonomo non può  svolgere la profes­sione per più di 60 giorni può sospendere il versamento degli oneri previ­denziali per l’inte­ra durata della malattia fino a un massimo di 2 anni. Al termine della malattia potrà pagare il debito previdenziale relativo al periodo di sospensione in rate mensili nell’arco di un periodo pari a 3 volte quello di sospensione.

Deducibilità delle spese. Deducibilità integrale di corsi di formazio­ne, aggiornamento profes­sionale, master, convegni e congressi fino ad un massimo di 10mila euro. Sono inoltre deducibili interamente dal reddito le spe­se sostenute dal lavoratore autonomo, fino ad un massimo di 5mila euro, per servizi personalizzati di certificazione di competenze, orientamento, ricerca, addestramento, sostegno all’auto- imprenditorialità, formazione o riqualificazione professiona­le erogati da organismi accreditati.

Regime dei minimi. Diventa più favorevole rispetto alla riforma dell’anno scorso, con innalzamento dei tetti di reddito e maggiore accessibilità da parte dei lavoratori dipendenti: la Legge Stabilità 2016 corregge dunque il tiro sulla Riforma del Regime dei Minimi avviata nel 2015 e corretta in corsa (fino al 31 dicembre resta possibile l’adesione al “vecchio” regime agevolato), anche a causa delle proteste di autonomi e professionisti. Aliquota al 15% ma limiti più alti per il reddito, 10mila euro in più per ogni categoria di attività e 15mila (raddoppio) per i professionisti, che erano stati fra i più penalizzati nel 2015. Il criterio per determinare reddito e imponibile resta lo stesso previsto nel 2015: ai ricavi annui, che devono restare in determinati limiti, si applica un coefficiente che varia per le diverse attività professionali. La Legge di Stabilità innalza poi i tetti annui. Inoltre non ci sono più limiti temporali per la permanenza nel Regime dei Minimi: si continua ad applicare l’aliquota agevolata al 1% fino a quando i ricavi restano al di sotto dei tetti previsti. Per chi intende creare una start up, il regime fiscale agevolato prevede il passaggio dell’aliquota dal 10 al 5% e si estende anche il periodo in cui sarà possibile sfruttare questa agevolazione dagli attuali 3 a 5 anni.