Professioni, il Piano Nazionale di riforma arriva a Bruxelles

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Revisione dei percorsi formativi di alcune professioni tecniche (ingegneri, periti);  valutazione e adeguamento degli esami di Stato per i titoli di studio per renderli più aderenti all’attività professionale;istituzione con le amministrazioni competenti di un tavolo tecnico dedicato alle professioni la cui formazione professionale è demandata alle Regioni: sono queste, in sintesi, le linee prioritarie di azione contenute nel Piano Nazionale di riforma delle Professioni presentato a Bruxelles il 5 aprile scorso dal Dipartimento politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  173 pagine “dedicate” a  tutte le professioni presenti nel nostro Paese, dall’avvocato alla guida turistica ma dove soprattutto si afferma che presto queste avranno standard minimi di formazione a livello nazionale e che sarà istituito un tavolo tecnico di lavoro al quale parteciperanno il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, quello dell’Istruzione, le Regioni nonché l’Isfol, l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori.

Le professioni regolamentate in Italia risultano essere, al momento, 174 e per ciascuna di esse sono stati analizzati gli obiettivi della regolamentazione, l’adeguatezza delle misure, nonché le azioni intraprese e da intraprendere e le eventuali criticità emerse. Da questa analisi dovrebbero, quindi, scaturire

le azioni da portare avanti. Per rispondere, di fatto, a quanto previsto dalla direttiva sulle qualifiche professionali e più propriamente all’articolo 59 per il quale, si legge nel documento,  “l’Italia ha condotto uno screening di tutta la regolamentazione nazionale relativa alle professioni al fine di valutare se effettivamente tale regolamentazione sia non discriminatoria, proporzionata e basata su un motivo imperativo di interesse generale. Presupposto di tale screening è stata l’attività, condotta in collaborazione con tutte le Amministrazioni interessate, per l’aggiornamento del data base nazionale delle professioni regolamentate, collegato al data base della Commissione Europea”.

Obbiettivo, valutare una possibile riduzione o modifica della regolamentazione dei servizi professionali, considerata una delle cause di maggiore ostacolo alla mobilità dei professionisti e, conseguentemente, alla crescita economica e allo sviluppo dell’occupazione.

“Migliorare l’accesso alle professioni – si legge sempre nel documento – in particolare per mezzo di un ambiente normativo più adeguato e trasparente negli Stati membri, agevolerebbe la mobilità dei professionisti qualificati all’interno del mercato unico. Pertanto l’Italia, a livello interno, ha provveduto all’aggiornamento del proprio data base sulle professioni regolamentate e ha effettuato, attraverso il coordinamento e la collaborazione di tutte le Amministrazioni competenti per il riconoscimento delle qualifiche professionali, dei soggetti a vario titolo interessati al mondo delle professioni e delle parti sociali interessate, una valutazione di tutta la regolamentazione nazionale relativa alle professioni, al fine di verificarne la conformità ai criteri fissati dall’Unione Europea (proporzionalità, necessità, non discriminazione)”.Ed infatti il Dipartimento delle Politiche Europee ha organizzato, dal gennaio 2014, una serie di incontri con le Amministrazioni competenti e le Regioni sia per coordinare l’attività di aggiornamento del data base della Commissione sulle professioni regolamentate sia per raccogliere i dati necessari a una completa analisi della regolamentazione di ciascuna professione.

E nel documento potrete scorrere tutte le professioni che hanno fatto sì che l’elenco risultasse completo, elenco che ricordiamo contiene sia le professioni ordinistiche sia quelle non ordinistiche, si stima intorno ai 5 milioni. Ma non solo, è bene sottolineare che non stiamo parlando di un puro elenco ma di una lente di ingrandimento su criticità e non, su regole e riforme, su obiettivi raggiunti e da raggiungere come l’allargamento, ad esempio, delle professioni che possono usufruire della Tessere professionale europea oggi ad appannaggio solo dell’agente immobiliare, dell’infermiere, del farmacista, del fisioterapista e della guida alpina.