Lo studio. I professionisti, i siti internet e le Ict. Architetti, dentisti e ingegneri i più “attivi”

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La comunicazione e la divulgazione della propria professione passano attraverso l’uso delle nuove tecnologie e del proprio sito internet? E’ la domanda che si sono posti gli autori di uno studio, realizzato da una società attiva nella realizzazione dei siti internet, che ha messo sotto la lente di ingrandimento proprio le pagine web dei professionisti, quelli realizzati da provider e quelli “fatti in casa”.

Architetti, dentisti, ingegneri, commercialisti e avvocati sono i fautori del fai da te. Le stesse categorie che, per quanto riguarda l’uso dei testi, gli architetti registrano con una media di 10486 parole a sito, seguiti dagli ingegneri con 9709 parole, i dentisti con 9115.

Per quanto riguarda l’uso della grafica, architetti e dentisti si guadagnano il secondo e terzo posto, rispettivamente con 332 immagini i primi e 157 i secondi.

Sul fronte dell’aggiornamento dei siti al primo posto troviamo i siti del settore moda con una media superiore a 7 modifiche al mese, fanalino di coda il settore “salute e bellezza” con appena un paio di modifiche l’anno.

Se analizziamo invece i dati dall’Osservatorio Ict e professionisti del Politecnico di Milano questi ci dicono che cresce la digitalizzazione tra avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro.

I professionisti si dimostrano interessati a nuove aree di competenza come la comunicazione, le soft skill, o i social network, segno di una maggiore consapevolezza sulla necessità di aggiornare il profilo personale. Il 44% degli studi professionali italiani utilizza i social network per l’attività lavorativa, in maggioranza per sviluppare nuove relazioni o acquisire informazioni su temi di interesse, poi per promuovere i servizi dello studio e per condividere opinioni con altri studi.

E, tornando al tema dei siti internet, questi diventano sempre di più la vetrina della propria professione, lo spazio dove raccontare le propria capacità ed acquisire nuovi clienti. Una consapevolezza che sta portando a modalità di approccio diverse, più attenzione alla grafica e più attenzione appunto all’uso dei testi. Senza tralasciare una presenza ore/ giornaliera su internet che non ha nulla da invidiare a quella dei ragazzi. Compresi i sessantenni per i quali, secondo i dati Istat, la crescita della presenza sul web è significativa, da 45,9% a 52,2% con una media giornaliera di 4-5 ore.