Sistema AdEPP, sempre più welfare: Le Casse giocano di anticipo

L’articolo pubblicato su Italia Oggi Sette a firma Simona D’Alessio, che riportiamo sotto, “racconta” i sistemi di protezione messi in campo dagli Enti di Previdenza privatizzati e privati. Dalla Long term care alla genitorialità, nessuno escluso.

“Giocano d’anticipo (da tempo) le Casse di previdenza private e privatizzate, avendo tracciato, ben prima che lo prevedesse una norma del disegno di legge sul lavoro autonomo e lo «smart working» (licenziato il 9 marzo scorso a Montecitorio, e tornato in terza lettura al vaglio dei senatori) il profondo solco dell’assistenza integrativa a 360 gradi. E confezionano, prendendo le misure alla propria platea di iscritti, servizi di welfare di robusta protezione sociale e di ingegnoso, innovativo supporto per far progredire efficacemente l’attività professionale o per rimetterla in sesto, qualora avesse subito un rallentamento. Le somme messe a bilancio per tali interventi di sostegno dai singoli enti (disciplinati dai decreti legislativi 509/1994 e 103/1996) nel 2017 oltrepassano i 500 milioni di euro nel loro complesso: l’inchiesta di IO Lavoro passa al setaccio, dunque, le iniziative assistenziali, collocando, in particolare, la lente d’ingrandimento sulla misura che, fra le varie erogate, rappresenta la «punta di diamante» per ogni Cassa.

Uno degli istituti su cui s’è deciso di investire, in considerazione del persistente aumento della speranza di vita, in Italia (secondo un recente studio del Consiglio nazionale degli attuari, infatti, per i percettori di rendita, nel nostro Paese, l’aspettativa esistenziale è di 83/86 anni per gli uomini e di 87/90 per le donne) è la «Long term care», la protezione per la non autosufficienza: per l’Enpam (medici e odontoiatri) la copertura è scattata il 1° agosto del 2016, ma l’Enpacl (consulenti del lavoro) l’aveva assicurata già da tre anni ai propri associati; in generale, la polizza sanitaria agisce da «colonna portante» della struttura di welfare della globalità degli istituti pensionistici, indirizzata a garantire prestazioni e cure che il Servizio sanitario nazionale, oramai, non è più finanziariamente in grado di estendere alla totalità della popolazione. Ecco, delinearsi (come è possibile constatare dalla tabella in queste pagine) un orizzonte vasto di tutele che le Casse, che svolgono funzioni previdenziali obbligatorie, hanno ideato e sovvenzionato a beneficio di professionisti come aiuto strutturale ad integrazione del trattamento pensionistico.

In particolare, l’indennità di maternità ha conquistato da anni un posto rilevante nel budget di tutti gli enti. E, in aggiunta, guadagna terreno pure il sussidio per la paternità: l’Enpap (psicologi), ad esempio, ha inserito un contributo «ad hoc» che assicura a chi sta per diventare genitore, anche nel caso di coppie omosessuali, «un assegno di 1.000 euro all’ingresso in famiglia di ogni figlio». E Inarcassa (ingegneri ed architetti), riscosso recentemente il via libera dei ministeri vigilanti, metterà sul piatto degli iscritti una chance protettiva ad ampio raggio poiché dal 1° gennaio 2018 potranno godere dell’indennità tutti i professionisti, pure se «la madre non lavora o non esercita la libera attività». A fornire una solida «stampella» sulla quale potranno appoggiarsi i dottori commercialisti ed i loro nuclei familiari ci pensa la Cassa di categoria (Cnpadc), che si fregia dell’offerta di un cosiddetto «bonus bebè», ossia un contributo che arricchisce del 20% l’indennità di maternità prevista dalla legge, «con un importo minimo di 1.715 euro»; qualora, inoltre, accadessero situazioni funeste e non prevedibili (dalla malattia alla morte), l’Enpapi (infermieri) s’incarica di distribuire sussidi straordinari.

Contro i fendenti della crisi che erodono i redditi delle varie categorie, poi, si diffonde sempre più la tendenza a porre risorse su strumenti che possano (ri)sollevare il giro d’affari: per la Cassa forense (avvocati) l’intento si traduce, fra l’altro, in un bando di concorso per ricevere il rimborso di quanto investito nell’informatizzazione dello studio, mentre l’Eppi (periti industriali) arriva a dare consulenza per realizzare progetti europei per ricevere risorse comunitarie. Infine, l’Enpab (biologi) elargisce una gamma di «aiuti strategici» per consentire l’escalation della professione.