Oliveti: “Ecco le proposte dell’AdEPP”

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Siracusa – In apertura della tavola rotonda “Quale riforma per le Casse”, che si è tenuta venerdì 30 giugno, Alberto Oliveti, in qualità di presidente di AdEPP, ha presentato la proposta dell’associazione sulla riforma degli enti previdenziali privatizzati. Tra i relatori presenti al dibattito diversi esponenti del Parlamento italiano.

Commentando la lezione magistrale di Bassanini, Oliveti ha puntualizzato come il legislatore del decreto legislativo 509 del ’94 fosse stato a suo tempo lungimirante prevedendo che finalità di rango costituzionale fossero soddisfatte con strumenti autonomi e privati. Nella sua stessa relazione, Bassanini ha sottolineato l’evidente contrapposizione tra una visione di Stato come espressione della collettività, di cui i corpi sociali autonomi possono ben interpretare le esigenze, e quella di uno Stato apparato strumentale.

L’esperienza della privatizzazione si è rivelata una scelta giusta: “I numeri e i fatti lo dimostrano  ̶  ha detto Oliveti  ̶  oggi le Casse stanno meglio di prima”. Alla luce di queste considerazioni il presidente è quindi passato a illustrare i punti salienti su cui, secondo l’AdEPP, andrebbe impostata la riforma degli enti previdenziali.

Il punto di vista delle Casse si riassume in un manifesto di cinque concetti chiave: autonomia, solidarietà, fiscalità neutrale, semplificazione, modernizzazione.

“L’autonomia – ha illustrato il presidente Oliveti -, in linea con la volontà originale del legislatore deve essere coerente con la funzione istituzionale delle Casse e adeguata alle sfide di oggi e quindi gestionale, organizzativa, amministrativa, contabile e anche finanziaria, come del resto ha ribadito recentemente una sentenza della Corte costituzionale”.

Oliveti ha quindi richiamato l’attenzione degli interlocutori politici sulla necessità di ritornare a quanto era previsto nel decreto legislativo 509 di considerare come parametro di valutazione della sostenibilità del sistema l’azzeramento del patrimonio e non il saldo dei flussi. “Se siamo un’opportunità, una risorsa, – ha detto il presidente di AdEPP – vi dovete battere per tornare all’originale volontà del legislatore, certamente non perché vogliamo consumare il patrimonio, ma per non avere un eccesso di risorse bloccate che servono solo per essere tassate e non a vantaggio degli iscritti che ne sono invece i legittimi destinatari”.

L’AdEPP ha poi rivendicato l’autonomia anche nel promuovere raccordi funzionali tra i vari enti previdenziali privatizzati in tema di aree professionali omogenee, servizi condivisibili e investimenti.

Sulla solidarietà tra Casse il presidente dell’AdEPP ha osservato che l’andamento demografico, i mutamenti legislativi e della concorrenza globale stanno incidendo sul mercato del lavoro con effetti pesanti su alcune platee di liberi professionisti. Per questo l’Adepp si è espressa a favore di un contributo di solidarietà interprofessionale, auspicandone anche l’immediata adozione.

Fiscalità neutrale. È la terza parola chiave del manifesto AdEPP che ha chiesto una fiscalità coerente con la funzione istituzionale di garantire la previdenza obbligatoria.

Oliveti ha quindi sottolineato l’urgenza di abolire la tassazione sulla valorizzazione dei contributi, come avviene in Europa per enti analoghi. “Diamo mezzo miliardo di prestazioni assistenziali – ha spiegato quindi il presidente dell’AdEPP – e al contempo paghiamo mezzo miliardo di tasse indebite: cosa potremmo fare se le girassimo tutte sull’assistenza allargata e sul sostegno del lavoro?”.

Semplificazione della vigilanza. È necessario snellire il sistema di controllo delle Casse che allo stato attuale delle cose produce un aumento dei costi amministrativi sottraendo risorse importanti.

L’AdEPP ha chiesto quindi minori controlli formali, meno vincoli sull’organizzazione, sugli organi e sul funzionamento. In materia di investimenti l’Associazione ha ribadito la necessità di proseguire nell’autoregolamentazione con codici condivisi e procedure tracciabili, unica strada perché si possa essere realmente competitivi e proattivi per il Paese.

Modernizzazione. Tra le proposte dell’AdEPP c’è infine quella di aggiornare le norme e le politiche sulla vigilanza secondo una visione moderna orientata ai servizi e alle politiche e non al funzionamento degli organi e dell’apparato amministrativo. Si tratta di un cambio di rotta necessario per poter rispondere alle sfide del mercato del lavoro e degli investimenti.

Il presidente dell’AdEPP si è anche espresso sulla proposta di Testo Unico (prima firmataria: Di Salvo) presentata su iniziativa della Commissione bicamerale di vigilanza sugli enti di previdenza. “Ci piace il fatto che la bozza di riforma definisca di base che le Casse devono avere l’autonomia, com’era nell’originale volontà del legislatore, di contro alla progressiva ripubblicizzazione degli ultimi vent’anni”, ha commentato Oliveti.

In base alla proposta di riforma, inoltre, le Casse non sarebbero più soggette finali di Iva. Anche questo, ha sottolineato il presidente dell’Associazione, è un dato positivo per poter competere sui mercati con società speculative.
Parere favorevole anche sulla regola del silenzio-assenso, che rappresenterebbe di fatto un limite alla discrezionalità degli organismi vigilanti.

“Sulla riduzione della fiscalità – ha aggiunto Oliveti – siamo d’accordo, è un passaggio importante che possiamo considerare un segnale positivo, ma come ho ripetuto più volte noi siamo per l’azzeramento”.

Tra gli aspetti condivisibili ci sarebbe poi l’inclusione nell’elenco Istat solo per finalità statistiche Eurostat, sempre che non diventi sinonimo di pubblica amministrazione.

Non mancano tuttavia gli elementi negativi: primo tra tutti il fatto che la proposta di Testo unico preveda l’abolizione del decreto legislativo 509 del ’94.

“L’abrogazione di una legge – ha affermato il presidente dell’AdEPP – può comportare dei rischi sui riferimenti giurisprudenziali che rimandano a quella norma, non ultima la recente sentenza della Corte costituzionale”.

Altro punto critico è la tendenza a iper regolamentare che va in direzione contraria rispetto al concetto di autoregolamentazione concordata e disciplinata, a cui si è riferito lo stesso Bassanini nella sua lezione magistrale. Un’ulteriore forzatura contro l’autonomia è anche l’intervento sulla rappresentatività.

“Ogni Cassa ha la sua dinamica con una propria base professionale di riferimento – ha ricordato Oliveti -. Ci sono degli Statuti regolarmente approvati dai ministeri vigilanti che hanno definito le modalità della rappresentanza, dover per forza normare ci sembra che cozzi contro il concetto di autoregolamentazione”.

Oliveti ha poi espresso forti perplessità sull’adozione del contributivo puro, contenuta nella proposta di riforma: “Ogni gestione ha metodi di calcolo della prestazione che risentono di una storia dinamica in corso, non necessariamente devono adottare il contributivo puro se dimostrano la sostenibilità del sistema, come peraltro hanno fatto con una proiezione addirittura cinquantennale”.

Oliveti ha chiuso il dibattito ribadendo l’impegno delle Casse a sostenere il lavoro dei professionisti e il Paese. “Siamo in grado di investire su quasi tutte le carenze infrastrutturali – ha detto il presidente dell’AdEPP – vogliamo aiutare il sistema nel quale viviamo, senza tradire però il nostro contribuente, chi ci dà dei soldi a finalità previdenziali”.