Equo compenso. Sacconi “Sventato tentativo di segmentazione”. Le Casse….

“Abbiamo fortunatamente sventato tutti i tentativi di segmentazione che essendo in gioco diritti fondamentali non hanno ragione di essere – così il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, all’indomani dell’approvazione dell’emendamento sull’equo compenso – Tutti i professionisti ordinistici e non, regolati e non, tutti i committenti pubblici e privati, dovevano essere compresi perchè l’equo compenso non riguarda solo una doverosa tutela dei professionisti perché vi sia una giusta remunerazione ma riguarda anche i consumatori. Perché è inevitabile che ad una remunerazione vile corrisponda inesorabilmente una altrettanta prestazione vile”.

“E’ stato il primo passo importante in termine di principio – ha detto Sacconi – sia chiaro che andranno chiarite alcune cose. Bisognerà chiarire rispetto ad un testo che già c’è se si può fare riferimento a tutti i parametri di tutte le professioni non ordinistiche. Inoltre, se si afferma il principio dell’equo compenso per quanto riguarda le professioni non regolamentate, bisognerà integrare questa norma con un atto interpretativo che dica quali siano i riferimenti per queste. A mio avviso nella norma non possono che essere incluse anche quelle professioni registrate alle Camere di commercio e validate dal Ministero dello sviluppo economico, in modo tale che ci siano riferimenti certi.

Reazioni positive sono arrivate dal mondo della previdenza privata “Una norma che tutela soprattutto i giovani professionisti che si affacciano al mondo del lavoro – sottolinea il presidente di Cassa Forense e Vice presidente Vicario AdEPP, Nunzio Luciano – perché garantirgli un minimo di compenso significa farli lavorare con maggiore tranquillità. Spesso proprio i giovani sono i più vessati e costretti ad accettare compensi inadeguati rispetto al livello dello loro professionalità, mettendo a rischio la qualità stessa della prestazione. Quindi una tutela per i professionisti e una tutela per i fruitori della prestazione. Dal punto di vista previdenziale, tutelare i loro redditi consentendogli di mantenere un minimo di livello retributivo adeguato sarà un passo importante per ridurre quel gap reddituale, di cui spesso parliamo, che va ad incidere pesantemente sulla futura prestazione previdenziale. E’ un primo passo importante dal quale partire, gli avvocati sull’equo compenso hanno fatto da apripista, continueremo a confrontarci e a farci portavoce delle istanze di tutti i professionisti”:

Per il Presidente della Cassa dei dottori commercialisti, Walter Anedda “C’era una forte attesa, abbiamo assistito ad una serie di palleggi, penso che difficilmente troviamo dei professionisti che non siano felici perché è una norma che da dignità al lavoro professionale. E’ chiaro che da una grossa mano, un aiuto soprattutto alle fasce dei professionisti più deboli in modo particolare i più giovani che subiscono per primi una grande difficoltà concorrenziale sul mercato. Voglio ricordare che a Catanzaro era stato aggiudicato un grande appalto al costo di 1 euro e che il Consiglio di Stato aveva ritenuto legittimo quell’appalto”.

“Abbiamo sostenuto dal primo momento l’esigenza di una previsione trasversale dell’istituto, riferita a tutte le categorie professionali, diversamente da quanto prevedeva la prima formulazione dell’emendamento – ha sottolineato il Presidente della Fondazione Inarcassa, Egidio Comodo -. Questo è solo l’inizio del percorso che speriamo si concluda con ulteriori, adeguate norme, idonee a precisare la portata precettiva del principio generale introdotto nel provvedimento collegato alla manovra”.

“L’equo compenso è una risposta concreta al precariato che ha colpito anche i giovani commercialisti e gli esperti contabili italiani, troppo spesso vittime dell’abuso della dipendenza economica”. – sostiene Luigi Pagliuca, presidente della Cassa di previdenza dei Ragionieri – Giudichiamo positivamente anche l’istituzione del “garante” dell’equo compenso in particolare per i rapporti dei professionisti con la pubblica amministrazione”.

Ed infine, per il Presidente della Cassa di previdenza dei geometri, Diego Buono: “L’introduzione dell’equo compenso restituisce dignità al lavoro professionale e ripristina un concetto fondamentale della Costituzione”.