Pilastro sociale. Il Ministro Poletti ne sottolinea il valore e chiede “Subito confronto e dialogo”

Si é tenuta mercoledì 8 novembre a Roma una giornata di riflessione promossa dal Ministro del lavoro, Giuliano Poletti sul tema “L’Europa dei cittadini: per un futuro di inclusione, crescita ed equità sociale” in vista del Vertice sociale di Göteborg e della proclamazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Al centro della discussione la nuova dimensione sociale dell’Unione europea che coniuga crescita sostenibile e progresso economico e sociale.
Un’Europa che può aiutare gli Stati membri nel raggiungimento di obiettivi comuni e risultati concreti sia per la protezione sociale dei più deboli sia per il rafforzamento economico. Ruth Paserman, vice capo gabinetto della Commissaria all’occupazione e affari sociali Maryanne Thyssen, ha ribadito l’importanza del Pilastro dei diritti sociali per il processo di convergenza degli Stati membri verso condizioni di vita e di lavoro più elevati.  
Luca Visentini, ETUC, ritiene importante che si torni a parlare di Europa sociale e, in tale ottica, valuta positivamente la prossima Proclamazione nell’ottica del riequilibrio che potrà essere esercitato dal Pilastro sociale all’interno dell’UE e dei singoli Stati membri. I venti principi devono ora tradursi in scelte legislative e politiche coerenti. 
La sessione mattutina ha visto un confronto aperto tra il Ministro e gli studenti delle scuole superiori e i giovani del servizio civile, animato da Radio Scuola 107 e Radio Immaginaria. Nel pomeriggio si è tenuto il confronto tra istituzioni, parti sociali e società civile. Il sottosegretario alle politiche europee,Sandro Gozi, ha ribadito l’importanza delle politiche dedicate all’occupazione e alla mobilità per studio e lavoro dei giovani europei. L’Italia – ha affermato Gozi – si è già spesa e si impegnerà anche a Göteborg per far aumentare al 10% del budget dell’Ue (invece dell’attuale 0,6%) le risorse dedicate alle politiche per i giovani.

Susanna Camusso, CGIL, ha segnalato come tra gli effetti delle politiche di mero risanamento del budget vi sia l’aumento della povertà, anche in Italia (come testimonia la nascita del REI – reddito di inclusione –  prima inesistenti nel nostro Paese. I lavoratori, sia dipendenti che autonomi, sono da considerare come soggetti portatori di diritti per questo è importante costruire politiche sociali non in contraddizione tra i vari Paesi dell’UE.
Secondo le Regioni, rappresentate Cristina Grieco, coordinatrice Assessori Regionali al Lavoro, l’Europa sociale deve vedere coniugate politiche di sostegno e politiche di attivazione delle persone per ridurre le diseguaglianze e contrastare la marginalità sociale. Il Forum del Terzo Settore, con Claudia Fiaschi, ha espresso l’esigenza di andare oltre le politiche frammentate tra centro e regioni e di trovare soluzioni comuni per il capitale umano ed economico, perché lo sviluppo non può prescindere dal rafforzamento dell’economia sociale. L’esigenza dell’equa e dignitosa retribuzione è stata ribadita dal Gianni Petteni, CISL. Maurizio Stirpe, Confindustria, ha sottolineato l’importanza del ruolo della contrattazione e delle parti sociali per l’attuazione del Pilastro sociale, che secondo gli industriali italiani, dovrà essere strumento per l’obiettivo della crescita soprattutto aumentando la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro e utilizzando al meglio lo strumento dell’assegno di ricollocazione. Per Carmelo Barbagallo, UIL, l’iniziativa odierna è positiva ma andrebbe estesa anche al livello regionale per far si che non aumenti la disaffezione verso l’Europa. 
Il Ministro Poletti nell’esprimere soddisfazione per il testo finale del documento ha ricordato ai presenti il lungo lavoro di composizione e “le difficoltà incontrate nel percorso, fino all’ultimo istante”. Per questo, ha richiamato l’attenzione della platea soprattutto sul significato e il valore del Pilastro e sull’effettiva esigenza “di un momento di dialogo e di confronto” sul tema.