Idee per i professionisti. Oliveti “Ognuno faccia la propria parte”

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Promuovere politiche di inclusione, protezione sociale e sostegno nei confronti delle fasce deboli della popolazione. Ampliare il sistema di aiuto ed assistenza delle persone in condizione di difficoltà (disabilità gravi, povertà, etc). Ma anche incentivare le assunzioni attraverso sgravi fiscali e contributivi e un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale. Ancora, razionalizzare la spesa pubblica, identificando nel contempo gli ambiti strategici di intervento pubblico e privato, valorizzare le risorse delle Casse previdenziali dei professionisti con “un trattamento fiscale equo”, sono solo alcune delle “Idee per la modernizzazione del Paese” (in allegato la scheda riassuntiva e il documento) presentate mercoledì a Roma nel corso di una conferenza organizzata dal Comitato Unitario delle Professioni, la Rete delle Professioni Tecniche riuniti nell’Alleanza “Professionisti per l’Italia” che ha visto la partecipazione del presidente dell’ AdEPP, Alberto Oliveti.

Il manifesto discusso dai rappresentanti degli Ordini e dei Collegi professionali, insieme ai vertici delle Casse di previdenza autonome (AdEPP), non contiene proposte politiche o rivendicazioni per i professionisti, ma idee concrete e sostenibili da affidare al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con la richiesta di consegnarle alle forze politiche che il 4 marzo 2018 avranno ottenuto dagli italiani il maggior consenso e, quindi, saranno chiamate a guidare il Paese nei prossimi anni.

Ognuno di noi deve fare la propria parte per modernizzare il Paese – ha detto durante la conferenza il Presidente dell’aDEPP, Alberto Oliveti – e il documento  punta a questo obiettivo con l’ottimo riferimento al Presidente della Repubblica e alla difesa della Costituzione”.

“L’alleanza –  spiegano gli ideatori della manifestazione, Marina Calderone e Armando Zambrano – ha ben chiare le criticità del Paese e le sfide da affrontare per migliorare la società di oggi. Il tasso di disoccupazione vicino all’11%, il vasto numero di giovani scoraggiati sia nel cercare lavoro sia nell’intraprendere un percorso formativo, il gap di crescita tra il Nord ed il Sud dell’Italia e tra l’occupazione maschile e femminile, la flessione degli investimenti – che negli ultimi 9 anni ha superato il 20% -, rappresentano solo una parte delle questioni ineludibili verso le quali la società civile, in tutte le sue componenti, deve prendere coscienza e le forze politiche devono esprimersi. A fronte di queste problematiche, siamo consapevoli e certi che il Paese abbia a disposizione competenze, capacità progettuali e risorse in grado di rimettere in moto la ripresa. Le professioni sono anche tutto questo”.