Newsletter Giuridica – Marzo 2018

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Schema di DPCM per la definizione dei requisiti tecnico organizzativi per l’iscrizione all’elenco delle stazioni appaltanti qualificate ex art. 38, comma 2, del d.lgs. 50 del 2016.

Il Ministero delle Infrastrutture ha varato, unitamente alla Relazione illustrativa e alla Relazione tecnica, lo schema di decreto del Presidente del Consiglio che definisce i requisiti “tecnico organizzativi” che le stazioni appaltanti dovranno possedere per essere iscritte nell’elenco istituito presso l’ANAC; nella bozza di decreto vengono anche dettate le modalità attuative del sistema di qualificazione, l’eventuale aggiornamento e la revoca.

Consiglio di Stato – Commissione speciale – parere del 12 febbraio 2018 n. 360 sulla bozza delle Linee Guida ANAC su direttore dei lavori e direttore dell’esecuzione.

Il Consiglio di Stato ha formulato importanti osservazioni sul testo delle Linee Guida in oggetto. Nel parere si sottolinea la non chiara formulazione della disciplina dell’attestazione dello stato dei luoghi (riferita sia al momento antecedente l’avvio della procedura di gara che a prima della sottoscrizione del contratto) e si auspica una migliore delimitazione dei ruoli di RUP e di direttore dell’esecuzione, con una delimitazione più chiara dei rispettivi ambiti di competenza e di operatività.

 

Osservazioni sulle Linee Guida n. 6 diffuse da ANAC

Il Presidente dell’AGCM ha inviato una nota ad ANAC manifestando le proprie perplessità sulle Linee Guida n. 6, che riguardano, fra l’altro, anche i provvedimenti antitrust. In dette Linee Guida, ANAC ha ritenuta la sussistenza di un “illecito professionale” in presenza di provvedimento solo “esecutivo” e non anche “definitivamente accertato”. La posizione “rigida” di ANAC viola secondo l’AGCM il principio di certezza del diritto, aumentando oltre misura il perimetro sanzionatorio dell’art. 80 del codice dei contratti pubblici. L’Autorità Antitrust ha anche sottolineato che le sanzioni per “pratiche commerciali scorrette”, possono rilevare nelle gare pubbliche, solo se riferite a comportamenti assunti nell’ambito della contrattualistica pubblica e non nel mercato privato.

 

Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, sentenza n. 3461 del 13 febbraio 2018 – Autonomia della Cassa Forense in materia di adeguamento delle pensioni all’indice Istat

La Suprema Corte ha rigettato un ricorso di un avvocato che chiedeva di accertare il diritto alla rivalutazione della pensione di vecchiaia. La Corte, riconoscendo alla Cassa forense autonomia gestionale, organizzativa, amministrativa e contabile di cui all’art. 3, comma 12, della legge n. 335/1995, ha ritenuto che la stessa, attraverso un proprio regolamento, possa disciplina la rivalutazione del trattamento pensionistico agganciandola ad un indice Istat (nella specie, i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati). Secondo la Corte la riforma del 1995 ha riconosciuto alla Casse autonomia regolamentare, nel cui alveo rientrano anche le modalità di rivalutazione dell’assegno pensionistico, che incidono non solo sul singolo trattamento previdenziale, ma anche e soprattutto sull’intera spesa pensionistica della cassa.

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