Datacrazia. Oliveti “L’intelligenza artificiale non sostituirà il rapporto tra medico e paziente”

Sul futuro delle professioni intellettuali nell’era della rivoluzione digitale si sono confrontati, a Palermo martedì scorso, filosofi, scienziati esperti di intelligenza artificiale e robotica, sociologi e futurologi, economisti e giuristi, neuroscienziati ed esperti di Morale nonché i presidenti di alcune Casse di previdenza, “al fine di individuare  – scrivono gli organizzatori – percorsi di sopravvivenza delle categorie professionali che hanno costituito il pilastro delle conoscenze e delle competenze della società civile e democratica degli ultimi secoli”.

Esiste un futuro per i professionisti? La specializzazione professionale paga? Umanesimo professionale e nuove tecnologie nel lavoro del professionista, Autonomia di pensiero e standardizzazione dei format professionali, Il governo del numero competenza distintiva dei professionisti ed infine Il valore competitivo dell’appartenenza deontologica, sono stati i temi affrontati durante la tavola rotonda  “Specializzazione o perdita dell’identità nel futuro digitale dei Professionisti Italiani”, curato dall’Ordine dei medici e odontoiatri della Provincia di Palermo, al quale hanno partecipato il Presidente dell’Enpam e dell’AdEPP, Alberto Oliveti, il Presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, il Presidente della Cassa dei Dottori Commercialisti, Waltrer Anedda, e il Presidente della Cassa dei Ragionieri, Luigi Pagliuca.

Per il Presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti, “Nel campo della cura, l’intelligenza artificiale potrà essere uno straordinario amplificatore delle capacità mediche, ma difficilmente potrà competere con intuito ed immaginazione umana e, soprattutto, sostituire il rapporto tra medico e paziente, che è fondato sulla fiducia reciproca e centrato sul riconoscimento della competenza e sull’esigenza di una decisione condivisa”.

Chiunque di noi, uscendo dallo studio medico dopo una accurata visita da parte del professionista di fiducia – fanno eco gli organizzatori –  corre su Internet a verificare quanto gli è stato diagnosticato. Però, vi è una profonda differenza tra gli umani e le macchine, almeno fino ad oggi. La differenza sta nella libertà di coscienza e nell’etica, che è una peculiarità prettamente umana.