Disciplina e prospettive della sanità integrativa 

di Luigi Ballanti
Direttore Generale Mefop
Diversamente da quanto spesso ritenuto, i principi generali del nostro sistema sanitario sono stati chiaramente ed efficacemente delineati con la legge 883/1978. Tale disposizione normativa, oltre a definire il Sistema Sanitario Nazionale (l’assistenza sanitaria pubblica ed universale), ha indicato altri due pilastri che avrebbero dovuto rafforzare e complementare il SSN: una assistenza privata integrativa (secondo pilastro, le varie forme di fondi sanitari) e una assistenza privata “individuale” (terzo pilastro, più genericamente le assicurazioni sanitarie individuali).
 
La legislazione primaria e/o secondaria che è stata varata negli anni successivi (spesso carente e/o confusa) non ha però contribuito a sviluppare concretamente e coerentemente i principi generali appena sopra richiamati.
Si è quindi assistito (soprattutto negli ultimi anni) ad uno sviluppo veloce e non sempre coordinato di iniziative finalizzate alla crescita del welfare privato sia a livello normativo che a livello contrattuale collettivo, più recentemente incardinate anche nel  sistema del WELFARE AZIENDALE (con forti incentivi fiscali nelle ultime leggi di bilancio)  e del TERZO SETTORE .
In attesa di un quadro normativo più razionale ed efficace, è quindi forte la necessità di una razionalizzazione e coordinamento delle varie iniziative messe in campo, soprattutto per rispondere meglio alle esigenze dei cittadini, evitando la dispersione di parte delle (spesso insufficienti) risorse utilizzate.
Questa situazione è ben presente nel mondo dei lavoratori dipendenti, dove sono molti (e spesso non coordinati) gli attori di welfare integrativo: fondi pensione, fondi sanitari, fondi di solidarietà, fondi per la formazione continua, iniziative di welfare aziendale…
Nel sistema dei liberi professionisti, invece, le Casse di Previdenza possono (e debbono) rappresentare quell’unico soggetto in grado di costruire, coordinare e gestire una efficace proposta di welfare integrato per i propri associati; esempi di prestazioni non pensionistiche che le Casse già offrono sono molteplici: indennità di maternità, sussidi, mutui, prestiti, coperture sanitarie, Ltc, previdenza complementare….
Mefop ha condotto una analisi dettagliata dell’offerta di welfare “non pensionistico” delle Casse, raccogliendo e sistematizzando le informazioni in un database dedicato che è stato messo a disposizione di tutte le Casse che collaborano con Mefop stessa. Questa analisi ha messo in evidenza, oltre all’articolata e ricca offerta di prestazioni (che potrebbe comunque essere ancora migliorata), anche la necessità che tali opportunità vengano meglio “comunicate” ai propri associati.
La necessità di informare e sensibilizzare sugli aspetti di una corretta pianificazione delle proprie necessità di welfare è  trasversale a tutti i cittadini e richiede un forte impegno da parte di tutti gli attori presenti, sia istituzionali che di mercato.
Sul sistema dei fondi sanitari, in particolare, Mefop sta svolgendo da tempo un impegnativo (e ambizioso) progetto che, contando sulla collaborazione di molti attori (circa 50 soggetti tra fondi sanitari, casse mutue, compagnie di assicurazione…e tra questi anche Casagit e Poste Vita), sta definendo a legislazione data un codice di best practice. Tale insieme di buone regole, che coinvolge tutti i principali aspetti della vita di una forma di sanità integrativa (dalla governance agli aspetti operativi), è stato già adottato da alcuni dei soggetti poco sopra richiamati e, oltre a rafforzare l’accountability del sistema, vuole anche rappresentare un contributo di riflessione, da offrire al policy maker nel momento (sperabilmente prossimo) in cui quest’ultimo si porrà l’obiettivo di riformare e modernizzare il quadro normativo di riferimento.
In allegato le slide presentate dal Direttore Ballanti durante la Summer School organizzata da Casagti a Forte dei Marmi