Walter Anedda. Flat Tax e non solo

Stando alle ultime dichiarazioni rilasciate dal Ministro Tria, le principali proposte di riforma caldeggiate dall’attuale Governo (reddito di cittadinanza, rivisitazione Fornero, flat tax), devono intendersi come obiettivi di mandato e, come tali, da definire nell’arco di durata quinquennale del Governo. Tra queste, la Flat Tax potrebbe trovare, seppure con modalità embrionale e limitata a determinate categorie, allocazione nella prossima legge di Bilancio.

Il punto da rilevare immediatamente è che, in realtà, la proposta di introdurla limitandola ad alcune Partite IVA (Lavoratori Autonomi, Professionisti, determinate Società), con aliquota differenziata per scaglioni (15% per ricavi sino a 65.000 euro  e 20% per gli ulteriori ricavi sino al limite di 100.000 Euro) ne altera immediatamente il principio. La flat tax, infatti, nella sua idea originaria, si concretizza nel introdurre un’unica aliquota (percentualmente bassa) che, accompagnata da un meccanismo di deduzioni/detrazioni per nucleo familiare, sostituirebbe interamente il sistema di tassazione attuale che si basa su aliquote progressive crescenti con il reddito dichiarato (5 scaglioni con aliquota minima del 23% e massima del 43%).

Lo scopo della flat tax è quello di indurre, attraverso un’ aliquota contenuta di imposizione fiscale, redditi che – allo stato –  non vengono dichiarati a causa delle eccessivo livello di tassazione, con l’obiettivo di recuperare attraverso l’emersione di base imponibile quanto eventualmente perso con la riduzione delle aliquote oggi in essere (nel concetto di pagare in tanti per pagare meno).

Senza addentrarci su alcuni aspetti particolari (pro e contro) tale impostazione, quello che invece preme sottolineare è che, le proposte oggi all’esame, in realtà, più che rappresentare una prima introduzione della flat tax,  si concretizzano in una estensione (soggettiva e quantitativa) di agevolazioni già esistenti per alcune categorie di soggetti (c.d. forfettari).

E’ chiaro che bisognerà attendere la scrittura della norma per comprenderne la esatta portata, anche se, limitandosi al contenuto delle anticipazioni, potrebbe essere interessante verificare se il primo scopo della flat tax (aumentare la base imponibile dichiarata) potrà essere riscontrato a posteriori per coloro i quali (professionisti in primis) sarebbero destinatari di tale novità, semprechè (contrariamente ai  pregiudizi ideologici) esista un concreto e sostanziale maggior reddito da dichiarare da parte di questi ultimi.