Notariato. Come avere 100 anni e pensare ancora al futuro

“Tutte le cose sono numeri” sosteneva Pitagora il quale vedeva nel numero l’essenza di tutto, il numero è presente dappertutto, al numero dobbiamo ricorrere se vogliamo descrivere in maniera oggettiva una qualsiasi realtà”, così Lauretta Casadei, Consigliere della Cassa del Notariato, nel suo editoriale pubblicato sul bollettino dell’Ente presentando quello che sarà l’appuntamento del nuovo anno ossia i “100 anni della Cassa presieduta da Mario Mistretta.

“La riflessione sui numeri – scrive ancora la Consigliere Casadei – mi sembra un bel per parlare del convegno dal titolo “Futuro, diritti e globalizzazione asimmetrica “. Perché questo titolo? Perché crediamo che un notariato del futuro passi necessariamente dall’esame delle grandi tematiche che caratterizzano questo momento storico complesso ma molto stimolante, perché pensiamo che il notariato debba, sempre di più, mostrare pubblicamente la sua collocazione nella società e nella storia. E anche per non dimenticare quanto è stato già fatto”.

“Perché la Cassa si interroga sulla società e non si limita (per restare in tema) a “dare i numeri”? Sicuramente è molto brava a “far di conto” e lo ha dimostrato in questi anni nei quali ha saputo amministrare il patrimonio e garantire le pensioni superando momenti molto difficili”.

E per restare in tema di numeri, la Cassa presieduta da Mario Mistretta porta a casa un bilancio previsionale 2019 che va oltre le aspettative: un avanzo economico di 31,2 milioni di euro”, nonché di “confermare la graduale crescita del proprio patrimonio, che si avvicinerà, alla fine del 2019, al valore di 1,5 miliardi”.

“Quindi – scrive la notaia Casadei – si potrebbe con fiducia e tranquillità pensare che qualsiasi crisi, qualsiasi problema possa nel futuro essere affrontato e risolto nello stesso modo e che pertanto il convegno del Centenario avrebbe potuto, come in parte fatto nella giornata della previdenza del 19 maggio 2017, parlare solo di pensioni e welfare.  Ma qualcosa è cambiato profondamente nella nostra realtà: ciò che prima succedeva molto lentamente oggi avviene con una celerità del tutto nuova. Il mondo cambia, i progressi sono diventati sempre più veloci e questa velocità non è sicuramente utile alla Cassa perché rende difficile la programmazione alla quale è tenuta per legge. Il nostro bilancio attuariale deve guardare lontano, è redatto con la massima attendibilità ma nessuno, in questa nuova dimensione, può veramente sapere cosa succederà non dico tra 30 o 50 anni ma nemmeno tra 10”.

“Quello che ci attende – conclude Lauretta Casadei – sarà, con forzatura linguistica, un futuro ancora più “futuro” perché la lentezza dei cambiamenti, che ha caratterizzato la storia passata, aveva in sé già una certezza di continuità. Sapere che comunque più di tanto, in tempi brevi, la società non poteva cambiare era già un’evidenza, un dato da cui partire per programmare. Al contrario oggi sembra che anche questa minima stabilità sia venuta meno: gli scenari che ci vengono proposti parlano di mutamenti repentini, previsioni di lavori non più esistenti già tra 10 anni; fra trent’anni la società potrebbe non essere più riconoscibile. La consapevolezza è già una buona risposta soprattutto se unita ad intelligenza e preparazione, doti presenti nella nostra categoria. Sembra meno sentito, invece, il senso di appartenenza, al potenziamento del quale può giovare, soprattutto per i giovani notai, la conoscenza della storia del notariato, il nostro storytelling per dirla in modo attuale. In un mondo di aggregazioni e potenza dei “numeri rappresentati” dobbiamo necessariamente fare squadra, dobbiamo difendere e consolidare l’unità del notariato, punto di forza anche nel processo di trasformazione che la categoria sta vivendo. Il convegno del 18 gennaio sarà occasione di sintesi, celebrerà il centenario, il nostro “gigante” e al contempo ci aiuterà a “salire sulle sue spalle” per poter vedere più lontano e affrontare le sfide dei futuri 100 anni”.