Enasarco. L’anno che verrà

di Gianroberto Costa

L’inizio dell’anno solitamente combacia con l’auspicio di nuovi progetti e promesse da mantenere. Come presidente della Fondazione Enasarco, a poche settimane dall’approvazione del budget 2019, le prime parole che mi sento di condividere sono impegno e consapevolezza. Se il primo è un elemento fondamentale per lavorare con passione e portare a casa qualsiasi tipo di traguardo prefissato, la consapevolezza è una prerogativa sempre più necessaria per comprendere le incertezze e le sfide del nostro tempo.

Sappiamo che l’universo delle casse previdenziali sta affrontando una congiuntura storico/economica particolarmente delicata. Siamo testimoni di un cambiamento epocale che sta avvenendo nella società e nel mondo del lavoro e non dobbiamo essere spettatori passivi di questo passaggio. Un punto cruciale da affrontare subito è ad esempio quello della disintermediazione. Diverse categorie professionali, tra cui quella che rappresento, composta da agenti, rappresentanti di commercio e consulenti finanziari, vengono messe a dura prova dalle grandi piattaforme di e-commerce per le imprese. È un panorama nuovo, che sta cambiando le regole del gioco e creando di conseguenza una zona grigia dove si perdono certezze e si riducono tutele. Questa è senza dubbio una fascia dove dobbiamo intervenire e intercettare nuove forme di intermediazione. Da questo punto di vista, la digital tax inserita dal Governo nella nuova Legge di Bilancio mi sembra un segnale importante. Non è una battaglia di retroguardia contro la tecnologia, ma un contributo necessario per disciplinare l’intermediazione digitale.

La prerogativa è quindi ridare linfa al sistema delle intermediazioni e scommettere sul sistema Paese. Un paio di anni fa la Fondazione Enasarco è stata la prima, per necessità, a parlare apertamente di investimenti in economia reale e sono contento che questa strategia cominci a essere condivisa anche da altre realtà previdenziali.

Gli agenti, i rappresentanti di commercio e i consulenti finanziari sono una categoria chiave per la nostra economia ed è impensabile immaginare una Fondazione Enasarco solida in un Paese fermo al palo. È in quest’ottica che abbiamo voluto dare un messaggio forte, investendo oltre 280 milioni di euro in economia reale. Abbiamo inoltre deliberato l’acquisto di 100 milioni di euro in BTP, aumentabili fino a 200 milioni. Detto questo nessuno deve dimenticare quello che resta l’obiettivo primario di ogni Cassa: garantire un futuro ai propri iscritti. E qui il capitolo che riguarda il welfare non è affatto secondario. Come Fondazione Enasarco ci siamo impegnati duramente per fornire una gamma di servizi ancora più variegata e corrispondente alle necessità della categoria. Le nostre prestazioni integrative cercano di venire incontro a bisogni di varia natura. Attingono al campo lavorativo, come ad esempio i contributi alla formazione professionale e le erogazioni straordinarie in caso di calamità naturali, ma interessano anche la sfera privata e il sostegno alla famiglia; ne cito alcune come i premi studio, il contributo per maternità e asili nido, l’assegno per nascita o adozione, i mutui agevolati per l’acquisto della casa. Uno degli obiettivi per il nuovo anno sarà quello di ampliare ancora di più l’offerta di prestazioni e servizi, a cominciare dal contributo per l’acquisto di motoveicoli o autoveicoli a basse emissioni complessive, che spero potremo ufficializzare a breve e con cui intendiamo soddisfare un’esigenza più volte manifestata dalla nostra platea.

Oggi nessuna Cassa può rimanere inerte o insensibile di fronte alle mutate esigenze dei suoi iscritti. Siamo solo all’inizio di un percorso lungo, difficile e stimolante. E possiamo portarlo avanti solo attraverso l’unità di intenti e una chiara visione sul futuro.