Investimenti. Santoro “Il futuro è già passato”

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“Quasi il 45% del nostro portafoglio è ESG (Environmental, Social, Governance) compliant: 4 miliardi e mezzo. Il passaggio successivo sarà per edifici a consumo zero; lì inizieremo il nostro percorso con una parte del portafoglio immobiliare. Il futuro è già passato da moltissimo tempo. Il problema è che questo tempo va recuperato”. Così il Presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, si esprime dal palco del convegno organizzato da Itinerari Previdenziali, sottolineando anche come, sul tema degli investimenti responsabili, sia importante la trasparenza su tutte le attività della Cassa.

“Gli ingegneri e architetti italiani – ha dichiarato Santoro – non possono non credere nel progetto industriale e nel progetto Italia. E’ un progetto, le cui regole vanno osservate, che non nasce però per caso. Va costruito nel tempo, va scritto. E qui il pensiero che sento di dover affermare è che il primo rischio degli investimenti reali è il rischio politico. Non c’è dubbio su questo. Il rischio politico ci fa allontanare dai risultati, dalle mete. L’ultima è quella su Banca D’Italia. Sapete che ormai in Banca d’Italia le Casse di previdenza hanno superato il 15% dell’investimento. Metterlo in discussione valutandolo al prezzo del 1936 è quantomeno bizzarro, destabilizzante”.

“Ovviamente la ricerca di fonti di investimento alternative – ha proseguito il Presidente di Inarcassa – è la prima spinta, il primo motore per un Ente di previdenza che cerca di inserirsi in un processo lungo, faticoso, complesso. Provate a pensare la difficoltà in questo momento del mercato edilizio, della protezione di una professione, quale quella degli ingegneri e degli architetti, sempre messa in discussione. Così come quella di tutte le categorie in qualche modo collegate a tale settore: i periti industriali, di pari passo con i notai, gli avvocati, i commercialisti, i geometri, che di questo segmento vivono anche in maniera correlata. E’ importante tendere ad un rispetto del lavoro perché assolutamente legato a reddito e previdenza”.

“Gli aspetti da considerare negli investimenti alternativi – ha concluso Santoro – riguardano anzitutto il grado di liquidabilità, che deve essere non solo coerente con la struttura giuridica dello strumento, ma anche correlato con il rischio finanziario. Se il rischio è una componente fondamentale, l’altra è la redditività, che deve avere dei ritorni costanti misurabili. Altra componente importante è il profilo dei costi, così come quello della capacità di controllo della governance, basilare in un processo di investimento del genere. I costi che si sostengono ovviamente devono essere attentamente analizzati. La diversificazione geografica può permetterne un bilanciamento e deve essere sempre il faro che guida gli investimenti”.