Casse e Welfare. Un Universo da scoprire

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Che le Casse di previdenza, da tempo, abbiano ampliato il proprio raggio di interventi a sostegno dei propri iscritti è indubbio, ma è proprio il welfare strategico, oggi, a trovare nuovi spazi. Dall’Enpam all’Enpab passando per Cassa Forense, Inarcassa, Cnpadc e molte altre, il sostegno alla professione, ai giovani professionisti, alle donne è oggetto di investimenti, studi, azioni.

E allora iniziamo il nostro viaggio per scoprire come è cambiato l’Universo welfare per le Casse di previdenza private e privatizzate, partendo dall’Ente presieduto da Alberto Oliveti, alla guida anche dell’AdEPP.

L’Enpam ha tra le proprie peculiarità quella di aver “aperto” l’iscrizione alla Cassa anche agli studenti del quinto e sesto anno, anche se fuoricorso. In questo modo sono garantiti da subito da una copertura previdenziale e assistenziale come se si fossero già abilitati, ottenendo anche un vantaggio sull’anzianità contributiva. Si può decidere di versare i contributi subito oppure al momento dell’abilitazione. Tra le tutele previste i sussidi per la genitorialità/maternità (sotto forma di un sussidio assistenziale) e gli aiuti economici in caso di disagio o malattia. Poi c’è il bonus bebè, grazie al quale le neomamme possono contare su 1.500 euro in più per le spese di nido e babysitter nel primo anno di vita del bambino o dell’ingresso nel minore in famiglia, in caso di adozione e affidamento.

La Formazione e la Visibilità della professione sono altri temi cari all’Enpam. La prima avviene anche su temi previdenziali in collaborazione con gli Ordini regionali e provinciali, la seconda trova in “Piazza della salute” una sua precisa collocazione. Il progetto prevede la messa in campo di una serie di eventi promozionali di sensibilizzazione alla prevenzione e ai corretti stili di vita con lo scopo di sostenere l’attività professionale e l’autorevolezza dei medici e degli odontoiatri, appuntamenti che partendo da Roma sono sbarcati in altre piazze di tutto il territorio nazionale, grazie anche alla collaborazione degli Ordini provinciali e delle più prestigiose società scientifiche.

Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento, inoltre, la tutela degli infortuni e della malattia dei liberi professionisti passa dall’Assistenza alla Previdenza. In termini pratici questo significa che da oggi, in caso di inabilità temporanea, l’indennizzo viene garantito a tutti e non più solo a chi ha un reddito al di sotto di limiti stringenti. Chi sarà costretto ad assentarsi dallo studio potrà contare su un’indennità pari all’80 per cento del reddito dichiarato ai fini della Quota B.

Potrà fare domanda anche chi ha un fatturato alto: l’unico limite sarà sull’importo massimo dell’aiuto che si riceverà dall’Enpam (circa 5mila euro al mese, o più precisamente 167,11 euro al giorno).

Mentre quindi l’importo del sussidio massimo è più che raddoppiato rispetto a prima (era di 80 euro al giorno), i tempi di carenza si sono dimezzati: si potrà ottenere la tutela a partire dal 31° giorno di malattia o infortunio anziché dal 61° come in passato.

Sono sempre stato convinto che la previdenza non debba interessarsi soltanto del periodo post-lavorativo – scrive in una suo editoriale il Presidente Olivetima debba essere anche pro-lavorativa. In questo senso al medico, come all’odontoiatra, dobbiamo offrire un welfare che gli dia tranquillità durante la vita professionale. Non a caso una delle prime iniziative adottate dal Consiglio di amministrazione durante questo mandato è stato coprire tutti i lavoratori con una polizza gratuita sulle cure di lungo periodo (Long term care). Inoltre ci siamo fatti promotori di forme di sanità integrative del Ssn mettendole a disposizione di tutti i nostri iscritti”.

“Accanto al welfare della tranquillità abbiamo anche sviluppato un welfare che consenta agli iscritti di cogliere le opportunità che si presentano durante la vita professionale. In questo senso vanno inquadrati gli sforzi per facilitare l’accesso al credito: all’iscritto diamo la tranquillità di potersi comprare la casa, ma anche l’opportunità di accendere un mutuo per farsi un proprio studio professionale. Anche questo è essere pro-lavorativi. Una previdenza pro-lavorativa – conclude il Presidente dell’Enpam e dell’AdEPP – è infine quella che accorcia gli anelli della catena generazionale. Per questo abbiamo inserito gli studenti, facendoli iscrivere già dal 5° anno di università e offrendo loro la tranquillità delle nostre tutele, a partire da quelle per la maternità, con la possibilità di aumentare l’anzianità contributiva, come se riscattassero due anni di laurea al costo di 113 euro l’anno. Ecco il nostro sostegno alla professione”.