Fondi europei. Confronto tra Regioni e Ministra Lezzi

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Il futuro dei fondi europei e in particolare della Coesione è stato al centro di un incontro a Palazzo Chigi tra la ministra per il Sud, Barbara Lezzi, e una delegazione della Conferenza delle Regioni, guidata dal presidente Stefano Bonaccini che ha subito sottolineato come sia fondamentale “coinvolgere le Regioni e le Autonomie locali nella programmazione dei fondi europei, valorizzando i modelli di gestione condivisa”. In sintesi la strutturazione di quella concertazione che la stessa Ministra aveva più volte auspicato.

“Siamo pronti a fare la nostra parte – ha detto Bonaccini – ma occorre che la prossima programmazione 2021-27 si colleghi alla dimensione territoriale, valorizzando modelli di gestione condivisa e multilivello. Serve poi un approccio che spazzi via i falsi miti sulla incapacità di spesa del sistema Italia per cambiare una percezione pubblica negativa che spesso non corrisponde alla realtà”.

“L’ammontare delle risorse per le politiche di coesione previste per i sette anni della prossima programmazione è stato incrementato, si tratta di più di 43,4 miliardi di euro (a prezzi correnti). Un dato – ha continuato il Presidente – che va però letto alla luce di due importanti fattori. Il primo è quello relativo al peggioramento della condizione economica di alcune Regioni italiane rispetto alla media UE. Il secondo è che la maggiore disponibilità di risorse farà aumentare più che proporzionalmente il co-finanziamento nazionale obbligatorio (a cui concorrono sia lo Stato che le Regioni). Per questi motivi abbiamo indicato al Ministro cinque punti che devono rappresentare i pilastri dell’Italia nel negoziato europeo sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) che è in corso ricordando che le Regioni sono partner istituzionali imprescindibili per dare efficacia all’azione del sistema Paese nell’utilizzo delle risorse europee”.

Queste le priorità messe sul tavolo del confronto:

per quanto concerne il partenariato nazionale il Governo deve condividere le priorità della programmazione con le Regioni, attraverso un’intesa in Conferenza Stato-Regioni sull’accordo di partenariato;

occorre cercare su un equilibrio diverso, anche in termini di risorse, fra i programmi operativi nazionali (PON) e quelli regionali (POR), evitando una loro sovrapposizione e riducendo al massimo il co-finanziamento a carico delle Regioni;

scorporare il co-finanziamento regionale e statale dal calcolo del Patto di stabilità per migliorare la capacità di attuazione degli interventi da parte delle Regioni e ridurne l’ammontare al minimo indispensabile;

semplificare le regole, evitando la proliferazione di norme a diverso livello e la loro sovrapposizione, riducendo gli atti che regolano i rapporti tra Regioni, Governo e Commissione Europea, diminuendo gli oneri amministrativi;

per quanto riguarda il Fondo Sviluppo e Coesione, serve chiarezza dal Governo sulla sua attuazione e una semplificazione per standardizzare le regole dei diversi cicli, ma soprattutto occorre un confronto effettivo e costante fra le Regioni e l’Agenzia nazionale e il Dipartimento per la Coesione

In una nota il ministro per il Sud Barbara Lezzi ha sottolineato che “Quello avuto oggi con i rappresentanti della Conferenza delle Regioni a Palazzo Chigi è stato un confronto fattivo, nel quale sono stati sottoposti concreti elementi di approfondimento. Ho apprezzato soprattutto la richiesta da parte delle Regioni di una maggiore concertazione in funzione del prossimo periodo di programmazione dei fondi Ue 2021 -2027, che sarebbe funzionale a un utilizzo migliore e più rapido di quelle risorse”.

“Tra le richieste che mi sono state sottoposte, c’è stata quella relativa a un riequilibrio sul capitolo delle risorse tra i programmi operativi regionali e nazionali, Por e Pon”, sottolinea Lezzi.

“L’auspicio, che condivido, è quello di realizzare una gestione condivisa per realizzare un quadro omogeneo e non contraddittorio tra Pon e Por. Altra questione è quella dello scorporo del cofinanziamento nazionale e regionale, e la riduzione della parte di cofinanziamento regionale”.

“Ai rappresentanti della Conferenza delle Regioni ho manifestato la necessità assoluta di evitare sovrapposizioni nella prossima programmazione. In tale contesto – spiega ancora la titolare delle politiche per il Sud – rientrano eventuali interventi che dovessero abbracciare diverse regioni, e che necessiteranno di un lavoro preparatorio, a monte, al fine di realizzare un percorso già condiviso. Quello che ho ribadito – conclude il ministro Lezzi – è che non c’è possibilità di revoca di fondi alle Regioni, su questo non ci sono dubbi”.