Trasformazione digitale. L’Europa guarda al 2021

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Da Horizon a Digital Europe, passando per InvestEU e Connecting Europe Facility, dal 2021 il bilancio UE concentrerà i “propri sforzi” proprio sul digitale e tutto quello che ne consegue senza tralasciare però la ricerca.

Lotta ai cambiamenti climatici, economia circolare, sicurezza, migrazione e digitalizzazione caratterizzeranno già gli ultimi mesi del 2020, come riportiamo di seguito, ma sarà nel 2021 che questi temi troveranno spazio e risorse.

Analizzando quindi prima il 2020, il work programme 2018-2020 per il settore ICT prevede vari bandi articolati in topic, raggruppati per ambiti di intervento:

Information and Communication Technologies: l’obiettivo è assicurare il giusto sostegno all’industria europea nel processo di trasformazione digitale;

Digitising and transforming European industry and services: digital innovation hubs and platforms. L’obiettivo è duplice: da un parte, sviluppare Digital Innovation Hub che consentano alle imprese di accedere facilmente alle ultime innovazioni digitali, migliorando la produzione e la competitività delle aziende; dall’altra, migliorare la costruzione e l’interoperabilità di piattaforme digitali esistenti, integrando varie tecnologie;

Cybersecurity: i topic costituiscono un ulteriore contributo della Commissione Ue al partenariato pubblico-privato (PPP) sulla sicurezza informatica, avviato nel 2016 per intensificare gli sforzi contro le minacce informatiche.

Dal 2021 il programma dedicato alla ricerca e all’innovazione, Horizon Europe, invece, contribuirà a rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell’UE, promuovendo la competitività.

Tre comunque i pilastri che caratterizzeranno gli anni futuri, come d’altronde quelli appena passati ossia:

Scienza aperta, che comprende il Consiglio europeo della ricerca (CER), le azioni Marie Skłodowska-Curie e le infrastrutture di ricerca;

Sfide globali e competitività industriale, che comprende cinque poli tematici (Sanità, Società inclusiva e sicura, Digitale e industria, Clima, energia e mobilità, Prodotti alimentari e risorse naturali) e le azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca (JRC);

Innovazione aperta, che comprende il Consiglio europeo per l’innovazione (EIC), gli ecosistemi europei dell’innovazione e l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT).

La trasformazione e l’innovazione digitale saranno temi trasversali a diversi settori, dall’industria all’eHealth e sarà il Consiglio europeo per l’innovazione (European Innovation Council – EIC deputato a rafforzare gli investimenti dell’UE in innovazioni pionieristiche e nuove tecnologie da immettere sul mercato.

Due gli strumenti messi in campo: EIC Pathfinder, per sostenere lo sviluppo di nuove idee basate sulle tecnologie del futuro, ed EIC Accelerator, per l’ingresso delle nuove tecnologie sul mercato.

L’ingresso delle nuove tecnologie sul mercato verrà agevolato dal secondo strumento, Accelerator, con cui l’Unione europea intende investire in quelle aziende e start up in grado di generare le innovazioni più radicali e dirompenti.

E poi c’è InvestEU. In sinergia con Horizon Europe e CEF, infatti, arriva il nuovo fondo InvestEU, che riunisce gli strumenti finanziari attualmente esistenti.

Il fondo promuove interventi in sinergia con le politiche e i programmi dell’Unione, garantendo la complementarità con gli investimenti nel quadro dei fondi strutturali e di investimento europei.

Quattro i settori d’intervento previsti da InvestEU: infrastrutture sostenibili; ricerca, innovazione e digitalizzazione; sostegno alle PMI; investimenti sociali e accrescimento delle competenze.

Anche per questo fondo/programma, il digitale è una priorità trasversale ai diversi settori coinvolti. Gli investimenti che si intende attivare attraverso InvestEU riguardano quindi le infrastrutture per la connettività digitale, i progetti di ricerca e innovazione, la commercializzazione dei risultati della ricerca, ma anche la digitalizzazione dell’industria e l’intelligenza artificiale.

Anche dopo il 2020, la Coesione rimane la più forte politica di investimento in Europa. Rispetto agli 11 obiettivi tematici per il periodo 2014-2020, la nuova politica di coesione individua 5 priorità di investimento nei settori in cui l’UE può dare il massimo: Smarter Europe; Greener, carbon free Europe; More Connected Europe; More Social Europe; Europe closer to citizens.

Smarter Europe intende dare vita a un’Europa più intelligente, riunendo i temi dell’innovazione, della digitalizzazione, della trasformazione economica e del sostegno alle Pmi mentre More Connected Europe investirà nelle reti strategiche digitali e nei trasporti.

Temi/obiettivi come sostenibilità, competitività e crescita inclusiva richiedono investimenti in nuovi modelli di sviluppo, che non possono prescindere dalla digitalizzazione dei sistemi di produzione e di comunicazione, dal rafforzamento e dalla diffusione delle competenze digitali.

Non a caso nel bilancio europeo 2021-2027 c’è anche un programma dedicato interamente al digitale, articolato su cinque obiettivi specifici:

Calcolo ad alte prestazioni;

Intelligenza artificiale;

Cybersicurezza e fiducia;

Competenze digitali avanzate;

Implementazione, impiego ottimale della capacità digitale e interoperabilità.