04 Novembre 2015

Santoro: "La parola magica è Insieme"

Nella lunga intervista con il presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, abbiamo trattato molti argomenti, dall’Europa alla crisi dei professionisti, fino a palare del futuro, per la cassa e per l’AdEPP ma tutto racchiuso in quella che Santoro definisce la “parola magica” ossia “Insieme”.

E sullo scollamento tra mondo del lavoro e scuola il presidente di Inarcassa non ha dubbi:"Oggi non è più possibile, ma qualcuno dovrà rispondere a questa folla di giovani che si riverserà nel mondo delle professioni, e quindi del lavoro, per fare l’avvocato, il giornalista o l’architetto. Non è un problema di convivenza, ma un problema sociale fortissimo. Il rispetto delle età e delle generazioni è un aspetto che ogni Cassa dovrà affrontare. Perché è in atto un cambiamento: chi non riesce ad reinventarsi un lavoro che c’è, ma con innovazioni sempre diverse, rimarrà tagliato fuori".

Ed infatti alla domanda "Formazione e credito, da dove iniziamo" Santoro non ha dubbi: "Iniziamo dalla formazione, per la quale Inarcassa ha voluto dare un segno tangibile promuovendo la costituzione della Fondazione architetti ed ingegneri liberi professionisti iscritti all’Ente. Una fondazione che innanzitutto abbiamo voluto che si occupasse, nel senso vero e creativo della parola, di ‘lobby della professione’. Perché fosse la nostra altana di controllo sul territorio per monitorare gli incarichi professionali, i bandi di concorso, e tutti i provvedimenti legislativi utili alla nostra professione. Abbiamo inoltre avviato un’azione con i Consigli Nazionali degli Ingegneri e degli Architetti per una attività di formazione on line per tutti i professionisti. Questo è un motivo di orgoglio, perché riteniamo che accedere alla formazione con termini di costo irrisori possa essere un elemento importante in questo momento di difficoltà".

Una difficoltà che conoscono bene le Casse di previdenza private, che conosce bene Inarcassa che ha varato recentemente una nuova norma diretta proprio a chi vive un momento difficile. "I nostri iscritti fanno grandi sacrifici per versare regolarmente i contributi alla Cassa, ben sapendo che non si tratta di una tassa ma del loro stesso futuro previdenziale. Per questo dovevamo fare qualcosa. Con il perdurare della crisi economica e le difficoltà del mercato del lavoro non potevamo più consentire che un debito di soli 100 euro potesse impedire l’accesso a una committenza o l’incasso di crediti vantati verso la P.A., come è invece previsto dalle regole generali applicate agli appalti pubblici". Ma attenzione perché come sottolinea il Presidente di Inarcassa "Nessun condono. Non è nel nostro DNA. L’intenzione nel complesso è quella di portare in CND importanti modifiche anche alle sanzioni, sempre nella logica di favorire il versamento dei contributi e permettere agli associati di essere in regola”.

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