26 Febbraio 2016

Guffanti: "Il nostro punto di arrivo".

"Questi ultimi quattro anni sono in realtà la chiusura  di un percorso durato 16 anni. La cosa che mi dà più soddisfazione è ripercorrerlo mentalmente dal punto da cui siamo partiti nel 2000 a quello, diametralmente opposto, in cui siamo oggi. Il bilancio tecnico redatto nel 2001 proiettava al 2041 un patrimonio negativo di circa 30.000 miliardi di lire mentre oggi le ultime proiezioni attuariali attestano, allo stesso anno, un attivo di circa 22 miliardi di euro. La misura del lavoro compiuto in questi 16 anni sta in questi due numeri: era necessario chiudere un meccanismo di calcolo delle pensioni eccessivamente generoso e lo abbiamo fatto, con grande senso di responsabilità da parte della Categoria, “traghettando” tutti gli iscritti al metodo contributivo a partire dal 2004.", è il primo bilancio che il presidente Guffanti fa a pochi mesi dalla fine del suo mandato.

E sui controlli che passano anche attraverso il codice sugli appalti: “La posizione giuridica del nostro Ente - dice Guffanti -  così come gli altri associati di AdEPP, comporta, in virtù della nostra presenza nell’elenco Istat, sebbene privati, la necessità di conformarsi al codice sugli appalti. Abbiamo dunque dovuto strutturarci ed organizzarci nel tempo, anche con l’ausilio di professionalità acquisite dal mercato, ma ci teniamo a sottolineare che economicità di gestione, attenzione al risparmio ed all’impiego efficiente delle risorse, sono già elementi presenti nel DNA dell’Ente, nella sua forza organizzativa, nelle sue risorse e nel suoi Organi sociali. Il Codice degli Appalti è, in ogni caso, una buona garanzia nei confronti dei terzi. Diverso è far derivare, dall’inclusione delle Casse a meri fini statistici nell’elenco Istat il presupposto che le associazioni di diritto privato debbano sottostare a molte normative pubbliche. Su questo aspetto, più politico che tecnico, sono certo che Adepp continuerà a lavorare incessantemente per la difesa della nostra autonomia".

Importante per il Presidente Guffanti anche costruire le sinergie  tra Casse: "Sicuramente una delle strade che potrebbe dare risultati interessanti. In un momento di crisi generale, abbiamo il dovere di gestire professionalmente ed in modo economicamente efficiente le risorse previdenziali. Da questo punto di vista gli enti, nel rispetto dell’autonomia e delle specificità di ciascuno, possono certamente valutare insieme quali possano essere le sinergie ad essi più utili. Le casse, peraltro, intendono essere sempre più, oltre che gestori di previdenza, player in grado di fare Welfare per i loro iscritti e familiari, che fanno sempre più fatica a godere di  determinate coperture dal pubblico. D’altra parte, la Cassa dei Dottori Commercialisti è già riuscita a rendere molto più efficiente la previdenza a favore dei propri iscritti rispetto a quando era pubblica e, analogamente, sarà sempre più strategico riuscire ad avere risorse e capacità per impegnare anche sul fronte dell’assistenza tutte le abilità sviluppate in questi anni per supplire chi queste coperture non riesce a dare”.

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