20 Maggio 2016

Macelloni: "Qualità uguale futuro" 

Una professione additata, spesso vituperata, molto amata da chi la svolge, con falsi miti e molti cambiamenti. Essere giornalisti oggi non è semplice, non lo è a causa di un mercato del lavoro saturo, di compensi che è "vergognoso" chiamare tali, 3 o 5 euro quando va bene ad articolo, un "sommerso" che spesso si cela dietro qualcosa che di sommerso non ha o non dovrebbe avere nulla, il web.

Una categoria temuta perché dovrebbe denunciare e raccontare i mali di questa società eppure spesso messa a tacere da quelle che vengono chiamate "querele temerarie". Che sa però reinventarsi, scoprire nuovi strumenti, usare nuove tecnologie, adeguarsi ai tempi. Un mondo, quello della comunicazione, che va a due velocità e di questo e molto altro parliamo con la neo eletta presidente dell'Ente di previdenza dei giornalisti, Marina Macelloni che chiede più informazione di qualità! "E’ importante da una parte capire cosa chiedono le persone - spiega la Presidente INPGI -  dall’altra porre attenzione sulla qualità dell’informazione ed insegnare alle persone a cercarla. E un’informazione di qualità deve essere pagata anche se è on line. Quando è gratuita, il rischio è che i lettori non percepiscano la differenza, che credano che il Corriere.it e Dagospia siano la stessa cosa".

E mentre Matthieu Pigasse, banchiere ed editore che ha lanciato a Parigi il fondo di investimento Mediawan con l'obiettivo di acquisire il controllo di media europei fino a un valore di un miliardo e mezzo di euro sostiene che "il futuro c'è" anche per la carta stampata, la Presidente Macelloni è d'accordo e dice " una nicchia di mercato dedicata al giornale di carta ci sarà sempre . Magari saranno giornali con meno  notizie e più approfondimenti chi lo sa … noi adesso  non abbiano nessuna idea di come si evolverà il Sistema … siamo in una fase in cui nessuno ha le ricette giuste, e non solo in Italia ma nel mondo … però so con certezza che abbiamo  bisogno di editori intelligenti e che abbiano la voglia di investire".

Magari un aiuto può arrivare anche dall'Europa . "E' molto importante anche  per costruire un piano legislativo comune. Per quanto riguarda, ad esempio, la battaglia per la difesa del diritto d’autore dalla “rapina” che avviene attraverso i motori di ricerca, senza una regolamentazione europea rischia di essere inefficace mentre ottenerla aiuterebbe gli editori a non perdere risorse che potrebbero essere re investite sulla professione. Mettere in comune esperienze, professionalità, competenze, sia all’interno  dello stesso Paese e della stessa area professionale sia confrontandosi con  quello che succede fuori dall’Italia, è sempre utile".

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