08 Luglio 2016

Inps, è ora di dare i numeri. E Boeri... 

si toglie un sassolino dalla scarpa e rivendica l'utilità della busta arancione. "Stupisce notare che alcuni ci abbiano criticato per avere offerto troppe informazioni - ha detto il Presidente Inps - non sempre convergenti, a loro giudizio, con quelle fornite dal nostro istituto di statistica. Ma coerenza non significa coincidenza quando le fonti sono diverse e i dati servono per farsi un’opinione solo se sono credibili".

Ma critiche a parte, nella sua relazione di presentazione del rapporto annuale Boeri traccia un quadro preoccupante per quanto riguarda i "nuovi poveri" e chiede politiche ad hoc. Sono sei milioni i pensionati in Italia (il 38% del totale) che hanno redditi da pensione inferiori a 1.000 euro al mese. In particolare, il 10,8% del totale (pari a 1.686.944 pensionati) percepisce meno di 500 euro e il 27,2% (4.275.706) tra 500 e 1000 euro. Netta sproporzione fra donne e uomini in entrambe le fasce: sotto i 500 euro il 12,4% delle donne e l'8,9% degli uomini; fra 500 e 1000 euro il 34,9% delle donne e il 18,5% degli uomini.

E sulla flessibilità in uscita "Non si può negare - ha sottolineato Boeri - che rate ventennali di ammortamento di un prestito costituiscano una riduzione permanente della pensione futura. Né si può negare che, continuando a lavorare, il contribuente avrebbe diritto a una pensione più alta. Ecco perché l’obiettivo dell'Ape, non dovrebbe essere certo quello di spingere più persone possibile a uscire dal mercato del lavoro, bensì quello di garantire maggiore libertà di scelta consapevole".

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