Malagnino: “Non rinunciare ad essere un “professionista della salute”

637
“C’è una rivoluzione in atto nel modo di esercitare la professione odontoiatrica? O c’è solo una evoluzione?
Il dentista di “una volta” doveva preoccuparsi soprattutto di non fare male al povero paziente che, dolorante, spesso dopo notti insonni, si rivolgeva a lui.
Un po’ alla volta, lo stesso dentista si è accorto che doveva occuparsi di “gestire” anche il suo studio, oltre che il paziente: i costi, e la burocrazia, rischiavano di schiacciarlo. Quindi si è dovuto inventare manager, quasi imprenditore di se stesso. Le associazioni professionali, i sindacati, le stesse società scientifiche lo hanno aiutato a capire come doveva attrezzarsi per “intraprendere” la sua professione.  Ma qui il dentista non capisce più: “mi hanno insegnato all’università come fare prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione per un paziente ideale; poi, con il giuramento di Ippocrate, l’ordine mi ha spiegato che cos’è l’etica e la deontologia professionale! Le società scientifiche mi aggiornano anche su tecniche e materiali sempre più costosi, ma che fanno il bene del paziente! E ora mi dicono che sono si un professionista della salute, ma anche un imprenditore! Ma….io non mi sono formato, non ho studiato per questo!”
E allora gli imprenditori veri, i finanzieri, hanno capito che c’è spazio per “fare affari” anche in questo settore della sanità e hanno investito in catene di “negozi di odontoiatria” o in società che devono rispettare i bilanci, non la “deontologia”!
Ecco, la professione ora deve capire che un modello professionale è finito, che quello che si sta proponendo e diffondendo (la finanza che gestisce la professione) non va bene per i pazienti e noi non possiamo accettarla. Quindi bisogna fare uno sforzo per applicare un modello di assistenza che rispetti le aspettative del paziente (la miglior cura, al minor costo in tempi corretti) con quelle della professione e del professionista (serenità nell’esercizio quotidiano della professione, giusto guadagno, giusta reputazione nella società).
Insomma, anche il dentista deve “evolvere” e “adattarsi” alle esigenze della società senza, però, rinunciare ad essere un “professionista della salute”!