Enpapi a fianco dei giovani. Schiavon “Sviluppo della professione significa poi crescita dei redditi”

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ENPAPI, da sempre molto attento a rispondere alle esigenze dei propri iscritti con soluzioni concrete, anche quest’anno ha confermato le molteplici prestazioni assistenziali che, oltre a supportare i propri iscritti nei momenti di difficoltà, mirano a sostenere e a favorire un maggior sviluppo della libera professione, il che significa poi crescita dei redditi e quindi un incremento delle future prestazioni pensionistiche”, così il Presidente Mario Schiavon illustrando le azioni di welfare attivo che l’Ente da lui presieduto ha messo in campo anche per il 2018.

La Cassa di previdenza ed assistenza degli infermieri infatti,  affianca alle prestazioni di previdenza l’erogazione di interventi assistenziali a beneficio dei propri assicurati, approvando ogni anno il proprio “Bando per i trattamenti di assistenza”.

Sono state previste facilitazioni per i giovani professionisti che intraprendono la libera professione attraverso il contributo per l’avvio dell’attività professionale. E poi sostegno ai professionisti in difficoltà grazie agli interventi per stato di bisogno e calamità naturali – continua il Presidente Schiavon – , al trattamento economico speciale previsto anche a supporto degli inabili e degli orfani degli iscritti all’Ente, al sussidio per iscritti con familiari a carico portatori di handicap o malattie invalidanti. Sostegno agli orfani degli iscritti all’Ente attraverso un’integrazione. Sostegno ai neo genitori, con il sussidio agli asili nido, in modo che non siano costretti a scegliere tra famiglia e lavoro ma possano contare su una continuità reddituale”.

“La Cassa quest’anno ha stanziato un importo pari a 2.660.000 euro per l’erogazione delle prestazioni assistenziali e nel futuro gli importi e gli interventi in ambito welfare sono destinati ad aumentare anche per effetto di quanto contenuto nel Jobs act degli autonomi. Infatti la delega al Governo contenuta nell’art. 6 della Legge n. 81/2017  – conclude Schiavon -dovrebbe consentire alle Casse previdenziali private di attivare interventi sociali, finanziati da apposita contribuzione, destinati a sostenere i loro iscritti in caso di una forte riduzione del reddito professionali a causa di eventi non dipendenti dalla loro volontà.”.

Oltre l’indennità di malattia, il contributo per spese funebri, le borse di studio, il sussidio per iscritti con familiari a carico portatori di handicap o malattie invalidanti e il sussidio agli asili nido, sono state confermate altre prestazioni assistenziali (di seguito illustrate) riconducibili alle iniziative rientranti nell’ambito del cosiddetto Welfare attivo in quanto volte a sostenere gli iscritti in caso di riduzione del reddito professionale a causa di eventi non dipendenti dalla loro volontà.

 

INTERVENTI PER STATO DI BISOGNO

Il Consiglio di Amministrazione ha facoltà di erogare sussidi, in casi meritevoli di soccorso o intervento per particolare grado di disagio economico, causato da:

  • sospensione o riduzione forzata dell’attività professionale, per almeno tre mesi, a causa di malattia, infortunio;
  • decesso dell’iscritto o del pensionato, da cui derivino gravi difficoltà finanziarie al coniuge ed ai figli minori, ovvero ai figli inabili al lavoro, se a carico del de cuius al momento della morte;
  • malattia o infortunio dell’iscritto o pensionato, ovvero di appartenenti al nucleo familiare del medesimo ed a suo carico, per far fronte alle quali siano affrontate spese non coperte dal SSN o da altri Enti;
  • inabilità temporanea al lavoro, prolungata per almeno tre mesi.

Possono richiedere la prestazione assistenziale gli iscritti contribuenti che, alla data di presentazione della domanda, abbiano maturato almeno due anni di anzianità contributiva, i titolari di trattamento pensionistico diretto, indiretto o di reversibilità, nonché i titolari di assegno di invalidità erogati dall’Ente.

Il Consiglio di Amministrazione determina caso per caso la misura del sussidio riconosciuto ai richiedenti in relazione alle esigenze dell’interessato e alle disponibilità economiche dell’Ente.

Per il 2018, l’importo sarà compreso tra un minimo di 2.500 euro ed un massimo di 12.000 euro.

 

INTERVENTI PER CALAMITA’ NATURALI

Il Consiglio di Amministrazione ha facoltà di erogare sussidi, in casi meritevoli di soccorso o intervento per particolare grado di disagio economico, causato da calamità naturali, con rilevante incidenza sul bilancio familiare per la necessità di farvi fronte con esborsi urgenti e non differibili, né ordinariamente sostenibili secondo l’apprezzamento del Consiglio di Amministrazione.

Possono richiedere la prestazione assistenziale gli iscritti contribuenti, i titolari di trattamento pensionistico diretto, indiretto o di reversibilità, nonché i titolari di pensione di inabilità ovvero di assegno di invalidità erogati dall’Ente.

Con riferimento ai soggetti colpiti da calamità naturale il Consiglio di Amministrazione determina caso per caso la misura del sussidio riconosciuto, in relazione alle esigenze dell’interessato e alle disponibilità economiche dell’Ente.

Per il 2018, l’importo sarà compreso tra un minimo di 2.500 Euro ed un massimo di 10.000 Euro.

 

Si ricordano inoltre le prestazioni assistenziali che supportano il reddito familiare oltre quello individuale, come il TRATTAMENTO ECONOMICO SPECIALE che assicura agli orfani degli iscritti all’Ente, ai titolari di pensione ai superstiti (indiretta o di reversibilità) e di pensione di inabilità una erogazione complessiva pari a 1.000 Euro lordi su base mensile, rinnovabile ogni 12 mesi dal Consiglio di Amministrazione.

Con particolare riferimento agli interventi in ambito di Welfare attivo, una grande novità nel Bando 2018 è rappresentata dalla rivisitazione del CONTRIBUTO PER AVVIO ATTIVITÀ che consiste nel rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di beni strumentali effettuati dai professionisti che svolgano la libera professione.

Nello specifico, a fronte di spese documentate, sostenute nell’anno precedente la richiesta, è previsto un rimborso per un importo massimo di 2.000 Euro, in favore di iscritti liberi professionisti e, per un importo massimo di 6.000 Euro, in favore degli Studi Associati.

Infine, si ricordano le agevolazioni  previste dal Regolamento relative al contributo minimo soggettivo, che può essere ridotto del 50%, sulla base di dichiarazione dell’iscritto, nei seguenti casi:

  • in caso di sospensione dell’attività professionale per almeno sei mesi continuativi nel corso dell’anno solare (riconducibile alle ipotesi di riduzione  del reddito);
  • fino al compimento del trentesimo anno di età; (riconducibile al sostegno verso i giovani professionisti);
  • per i primi quattro anni di iscrizione, per i titolari di partita IVA (riconducibile al sostegno verso i giovani professionisti).