Il Rapporto annuale Covip e i media

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“Fondi integrativi in salute” titola Italia Oggi mentre il Sole 24 Ore sottolinea una criticità “Fondi pensione più iscritti ma il 26% non versa i contributi”.

Per Repubblica “Fondi pensione, un 2019 positivo ma il vero banco di prova arriva ora” Mai come quest’anno la relazione Covip – l’autorità che vigila sui fondi pensione e sulle casse – relativa al 2019 fotografa un’immagine del passato. Un mondo prima della pandemia, con mercati finanziari positivi, quindi buoni rendimenti, e sottoscrittori in crescita. La doccia fredda del coronavirus si è già vista nelle performance del  primo trimestre: i fondi negoziali – quelli frutto dell’adesione di intere aziende o categorie di lavoratori, con accordo sindacale – hanno perso il 5,2% al netto di costi e fisco, i fondi aperti (in genere quelli in cui rifluiscono professionisti e artigiani) il 7,5% e i Pip (Piani individuali pensionistici, simili ai secondi come bacino di utenza ma in genere gestiti dalle assicurazioni) il 12,1%.

La Stampa “Fondi pensione, rendimenti negativa dalla pandemia ma l’impatto è limitato” Crescono gli iscritti alla previdenza complementare. Il nostro Paese è fanalino di coda in Europa in questo ambito particolare, tuttavia le adesioni alla pensione alternativa continuano a crescere e, anno dopo anno, aumenta la platea di aderenti. Alla fine del 2019, il totale degli iscritti alla pensione previdenza complementare era di circa 8,3 milioni, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente, per un tasso di copertura del 31,4% sul totale delle forze di

Il sole 24 Ore scrive “Nel 2019 gli iscritti alle varie forme di previdenza complementare sono arrivati a 8,3 milioni (+4%). Nuovi contributi per 16,2 miliardi, ma sono cresciuti di 200mila unità, a 2,2 milioni, gli iscritti che hanno sospeso i versamenti. Richiesti di anticipi per 2,3 miliardi, mezzo miliardo per rendite integrative temporanee (Rita). Padula: fondi pensione e Casse dei professionisti si devono rafforzare”.

Italia Oggi .“Impennata delle risorse accumulate nel 2019 dalle forme di previdenza complementare giunte a dicembre a staccare il traguardo dei 185 miliardi di euro con una salita del 7% al confronto con l’annualità precedente