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Esde. Pubblicati i primi dati. Pil precipita

Il 29 giugno è uscito il primo report trimestrale 2020 (in allegato) sugli sviluppi economici e sociali nell’UE (ESDE), che riunisce informazioni sulle recenti tendenze del mercato del lavoro con un’attenzione specifica sull’adeguatezza dei sistemi di sussidi di disoccupazione nell’UE e sulla loro importanza alla luce della crisi da COVID-19, di particolare rilevanza politica nel contesto attuale.

A livello macroeconomico il report segnala che il PIL mondiale e dell’UE sono precipitati nel primo trimestre del 2020. Rispetto all’ultimo trimestre del 2019, il PIL è diminuito del 3,2% nell’UE e del 3,6% nell’area Euro. Su base annua la diminuzione è del 2,6% nell’UE27 e del 3,2% nell’area Euro. L’economia americana ha subito un rallentamento più lento, con un PIL reale in calo dell’1,3% nell’ultimo trimestre del 2019 e una crescita su base annua dello 0,3%.

Sebbene gli ammortizzatori sociali e gli schemi di lavoro ridotto nelle aziende abbiano rallentato significativamente la riduzione dell’occupazione, la Commissione prevede un calo del 4,4% dell’occupazione totale nel 2020. La disoccupazione è salita nel primo trimestre del 2020 a 14,1 milioni di disoccupati nell’UE e 11,9 milioni nell’area Euro nel mese di aprile 2020.

Il Commissario all’Occupazione e affari sociali, Nicolas Schmit, ha dichiarato di essere “particolarmente preoccupato per l’aumento della disoccupazione giovanile poiché non possiamo accettare che venga sacrificata un’altra generazione”.

L’analisi approfondita mostra, in particolare, come i diversi sistemi di supporto nella disoccupazione sono volti a sostenere il reddito e ad alleviare la condizione di estrema povertà promuovendo, al contempo, incentivi occupazionali e la riqualificazione dei lavoratori che hanno perso il lavoro o sono coinvolti negli schemi di lavoro a tempo ridotto.

Secondo il Commissario, “l’esperienza positiva e il ruolo chiave degli schemi di lavoro a tempo ridotto nelle aziende registrati nel periodo, dovrebbero indurre le istituzioni, europee e nazionali, a rafforzare in futuro i i sussidi di disoccupazione e i sistemi di protezione sociale.”

E’ necessario, infatti, “rafforzare la resilienza sociale e sostenere le imprese e i lavoratori durante la ripresa, contribuirà a realizzare una transizione equa verso un’economia più neutrale dal punto di vista climatico e, pertanto, più sostenibile nel lungo periodo”.

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