Professioni. Addio all’esame di Stato?

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“Bisogna dare valore alle professioni, in quanto facilitatrici dell’accesso al lavoro. Un aspetto che si inquadra in un discorso ben più ampio di una loro rivisitazione alla luce della necessità del Paese di essere sempre più competitivo nel campo dei servizi avanzati di cui i professionisti sono i principali operatori” così il Ministro dell’Università Gaetano Manfredi, annunciando lo scorso giugno, durante un’audizione in commissione cultura alla Camera, la “rivoluzione” esame di stato. Per lui, infatti, non si trattava di eliminare l’ultimo passaggio per ottenere l’abilitazione professionale ma di farlo coincidere con l’esame di laurea.

Oggi all’esame del Consiglio dei ministri c’è il disegno di legge che prevede l’abilitazione o come vengono definite “lauree abilitative” di solo 4 professioni ossia odontoiatria, farmacia, medicina veterinaria e psicologia.

Nel primo articolo vengono disciplinate “le caratteristiche del tirocinio pratico-valutativo, che si svolgerà durante i corsi di studio, divenendone parte integrante” che “prevederà lo svolgimento di attività formative di natura professionalizzante, che saranno declinate dalle singole classi di laurea”. Inoltre il tirocinio, inglobato nel corso di studi, sarà disciplinato, con riguardo alle modalità di svolgimento, valutazione e certificazione, dalle singole classi di laurea e dai regolamenti didattici di ateneo.

La riforma dovrebbe poi riguardare, in un secondo momento, anche le lauree professionalizzanti nelle materie tecniche, istituite con decreto ad agosto, ossia geometra, agrotecnico, perito agrario e perito industriale. Le nuove classi di laurea a orientamento professionale riguardano: le professioni tecniche per l’edilizia e il territorio (LP-01), le professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali (LP-02), le professioni tecniche industriali e dell’informazione (LP-03). In futuro, altre categorie potranno essere interessate alla “rivoluzione”. Nell’articolo 4 è previsto che “la procedura sia attivata su richiesta dei consigli o degli organi nazionali degli ordini o dei collegi professionali, o delle relative federazioni”.