Houlis, Emapi “Dalle Casse sempre più welfare integrato”

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“Gli Enti previdenziali dei professionisti sono divenuti sempre più consapevoli della necessità di operare attraverso forme di “welfare integrato” di cui l’intervento nel settore sanitario, declinato nelle sue diverse articolazioni, rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare reali condizioni di difficoltà e fragilità, purtroppo sempre più diffuse”, così il presidente dell’Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani (Emapi), Demetrio Houlis, durante l’audizione in Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

“Il settore dell’Assistenza Sanitaria Integrativa nel suo complesso sta registrando in questi ultimi anni una continua e sempre più accentuata espansione che, riteniamo, meriti l’attenzione, oltre che degli organi di stampa e del mercato assicurativo, anche del legislatore – ha spiegato il Presidente di Emapi – Vale la pena di ricordare un dato molto spesso trascurato che riguarda la pesante inefficienza della spesa sanitaria complessiva del nostro Paese che, nella parte non assorbita dal SSN e direttamente pagata dai cittadini, pari a 37,3 miliardi di euro ed equivalente al 24% del totale della spesa sanitaria nazionale (Censis 2019), continua ad utilizzare solo per il 15% lo strumento  associativo/mutualistico, al contrario di quel che accade nel resto nella parte più evoluta dell’Unione Europea, dove si raggiunge quasi il 50%. Si disperdono così in modo polverizzato e totalmente inefficiente importanti risorse che potrebbero essere più efficacemente canalizzate”.

“In questo quadro generale, si colloca la realtà dei professionisti che stanno vivendo difficoltà simili a quelle degli altri ceti produttivi del Paese. Redditi ridotti, marcata presenza di marginalità professionale e precarizzazione sono ormai un dato comune alle libere professioni e i dati riscontrati in occasione dei recenti interventi assistenziali legati alla pandemia ne sono un esempio inequivocabile”.

“Vorremmo anche rilevare che, su questo versante, che in particolare per i liberi professionisti incide in maniera molto significativa, la variabile tempi di attesa di erogazione delle prestazioni. Infatti, a differenza dei lavoratori dipendenti essi non godono di alcuna tutela in caso astensione dal lavoro e quindi incertezza e dilatazione dei tempi di attesa, oltre che avere un impatto direttamente sul quadro clinico, producono danni economici anche molto rilevanti”.

“A livello fiscale desideriamo inoltre ricordare che Emapi, in quanto Fondo riferito a liberi
professionisti, non usufruisce di alcuna deducibilità dei contributi versati, introducendo con ciò un significativo e francamente incomprensibile elemento di sperequazione rispetto ad analoghi Fondi utilizzabili da lavoratori dipendenti”.

“Emapi – ha inoltre spiegato Houlis al Presidente della Commissione bicamerale Puglia – si è costituita all’interno dell’AdEPP alla luce delle riflessioni che gli enti di previdenza dei professionisti, agli inizi degli anni 2000, stavano maturando in merito ad una progressiva riduzione delle attività dello Stato sociale. Ha quindi rappresentato un tentativo di risposta a tali esigenze, inizialmente con funzioni di ricerca e di raccordo tra le iniziative delle Casse e, successivamente, elaborando un progetto consistente nella creazione di una struttura consortile che potesse attivamente rispondere alle necessità che si erano manifestate, in particolare, nell’ambito dell’assistenza sanitaria integrativa”.

“Da allora l’attività si è ampliata con gradualità e costanza in termini di servizi erogati e di numero di colleghi da assistere. All’assistenza sanitaria si è aggiunta la copertura contro gli infortuni, sia pure in forma volontaria, e, a partire dal 2012 la copertura di Long Term Care – LTC – per la tutela della non autosufficienza. Nel 2020 è stata inoltre avviata la copertura di Temporanea Caso Morte – TCM e, oggi, oltre un milione di professionisti fruiscono delle nostre tutele assistenziali”.

“Nell’anno in corso è stata inoltre attivata una nuova copertura in forma collettiva a favore
degli iscritti agli enti associati. Si tratta della copertura di Temporanea in Caso di Morte
(TCM). Anche in questo caso la struttura di copertura è stata appositamente costruita in base alle caratteristiche e alle esigenze dei colleghi e prevede un normativo che, con evidente originalità, a parità di contributo capitario, oltre ad un capitale in caso di sinistro fisso per tutti, offre la possibilità di aumentare l’entità dell’indennizzo in maniera inversamente proporzionale all’età. Si vuole in questo modo proporre una tutela rivolta prioritariamente ai colleghi più giovani e completare così la gamma delle tutele assistenziali”.

Attualmente sono dodici gli Enti che fanno parte di Emapi: Cassa Forense, Cassa del Notariato, CIPAG, CNPADC, ENPAB, ENPACL, ENPAF, ENPAM, ENPAP, ENPAPI, EPAP ed EPPI.