Nannicini. La sostenibilità delle Casse a 50 anni? Esercizio ardito

1014
00031572

“Basare le analisi sull’equilibrio tra entrate e uscite soltanto su stime futuristiche a 50 anni è un esercizio ardito da un punto di vista statistico, nonché gestionale. Ciò non significa che dobbiamo dimenticarci della sostenibilità, bensì farlo in maniera ragionevole, per sviluppare forme di welfare che assicurino la sopravvivenza di chi, quei contributi, li versa”, così il neo presidente della Commissione parlamentare di controllo sugli Enti gestori di previdenza privata, Tommaso Nannicini, nell’intervista rilasciata a Italia Oggi.

Sembra quindi finire nella “giusta discussione” quanto decise l’allora Ministra del lavoro, Elsa Fornero, che volle sottoporre tutte le Casse di previdenza ad uno stress test di sostenibilità addirittura a 50 anni.

Tutto risale al comma 24 dell’articolo 24 del decreto Monti (201/2011) che imponeva agli enti, entro il 30 giugno 2012, di fare riforme per una sostenibilità, con i soli saldi previdenziali, a 50 anni. In caso contrario, conversione forzata al contributivo e contributo di solidarietà per i pensionati. L’obiettivo, aveva spiegato l’allora Ministro Fornero, era “rendere aderente la pensione all’effettiva storia contributiva di ciascuno e smettere di caricare sul futuro, e sui giovani, il peso di pensioni scollegate da quanto realmente versato”.

Le Casse, nonostante le proteste durissime messe sul tavolo anche durante il confronto con la Fornero, dimostrarono di aver superato lo stress test. Oggi la dichiarazione di Nannicini  affronta anche un altro tema caro al sistema AdEPP ossia lo “sviluppo” di quel welfare che gli Enti già mettono in campo e sul quale vorrebbero investire anche risorse che una tassazione equa potrebbe liberare.

Il nodo, infatti, resta da una parte su quella doppia tassazione alla quale sono soggette le Casse che resta un unicum in Europa e dall’altra su quel 26% che viene applicato come se gli Enti di previdenza private fossero enti speculativi e non erogatori di previdenza di primo pilastro. Da sottolineare che i fondi pensione, invece, sono tassati al 20%.