Covid e scelte politiche. Il paper della Commissione Europea

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“In previsione di un vaccino accessibile a tutti o di una cura efficace per la malattia da Coronavirus (COVID 19), i governi per limitare il numero di contagi e non sovraccaricare i propri sistemi sanitari hanno fatto ricorso a misure di “chiusura”. Nel breve periodo, il tentativo di arginare e abbassare “la curva epidemica” potrebbe tuttavia essere in contrasto con il raggiungimento di obiettivi “storici”, come promuovere la crescita economica”,  questo l’incipit del discussion paper “Lockdown Policy Choices, Outcomes and the Value of Preparation Time: A stylised model” di  Christian Buelen, Direttore generale dell’ Economic and Financial Affairs della Commissione europea.

“Nella misura in cui l’epidemia genera un conflitto tra questi obiettivi – si legge nell’abstract del documento – le società e i loro decisori devono concertare le policy da mettere in campo. Utilizzando un modello statico stilizzato. Questo documento propone una politica che possa coniugare l’intensità ottimale del lockdown di un paese in funzione degli obiettivi sociali, della forza dell’epidemia e delle caratteristiche dell’economia, vale a dire struttura settoriale, capacità di assistenza sanitaria, fiscale, e rispetto del lockdown”.

“Il lockdown ottimale – scrive l’autore – determina un insieme di “risultati” in termini di benessere, produzione, reddito (che è considerato correlato al potenziale economico post-epidemia) e epidemia.

La diffusione sequenziale dell’epidemia ha dato tempo ad alcuni paesi per prepararsi e mitigare, quindi, il lockdown”.

Buelen sottolinea, infatti, come proprio i Paesi che si sono trovati ad affrontare per primi la pandemia abbiano avuto una funzione di “ammortizzatore” permettendo così agli altri Stati di poter analizzare per tempo le decisioni da mettere in campo.

“Nel complesso – si legge nel paper – un focolaio sequenziale è quindi meno costoso di uno simmetrico. Cambiano le politiche di “chiusura” ottimali quando c’è incertezza sulla forza dell’epidemia ed efficienza di mitigazione, mentre misure mirate (ad esempio chiusura di settori ad alta intensità di contatto) o la protezione dei gruppi vulnerabili alterino la natura del trade-off reddito-infezione rispetto a lockdown generali”.