Confindustria. Pil e fiducia. La ripartenza c’è

638

A sostenerlo l’ultimo focus targato Confindustria che sottolinea come “in Italia la ripartenza è più rapida”, con consumi e servizi che “già si affiancano a investimenti e industria”.

Merito anche della campagna vaccinale che per il centro studi di via dell’Astronomia “ha favorito una ripartenza dei servizi anticipata di 1-2 mesi rispetto al previsto: si va a affiancare al consolidamento in atto dell’attività industriale. Ci aspettiamo che questo recupero si rafforzi poi nel terzo e quarto trimestre”.

E insieme al Pil anche la fiducia registra un balzo in avanti, Una “fiducia ripristinata” la definisce Confindustria “con un diffuso balzo che porta non solo l’indice per le imprese ma anche quello per le famiglie oltre i livelli pre-crisi”, e “questo è cruciale per una ripartenza dei consumi anticipata al secondo trimestre, mentre gli investimenti hanno già recuperato nel primo”.

I dati e le analisi pubblicati dal Centro studi

Il PIL riparte prima.

Superando le attese di appena qualche mese fa, il PIL italiano è in deciso recupero già nel 2° trimestre. Ciò grazie all’accelerazione delle vaccinazioni, che ha favorito una ripartenza dei servizi anticipata di 1-2 mesi rispetto al previsto, la quale si va ad affiancare al consolidamento in atto dell’attività industriale. Ci aspettiamo che questo recupero si rafforzi poi nel 3° e 4° trimestre del 2021.

 

Fiducia ripristinata.

Molto positivi i dati sulla fiducia a giugno, con un diffuso balzo che porta non solo l’indice per le imprese ma anche quello per le famiglie oltre i livelli pre-crisi. Questo è cruciale per una ripartenza dei consumi anticipata al 2° trimestre, mentre gli investimenti hanno già recuperato nel 1°.

 

Più ordini e più credito

A maggio e giugno si è avuta una incoraggiante risalita degli ordini interni dei produttori di beni di consumo, che si è affiancata al forte aumento già visto per i beni di investimento. I prestiti alle famiglie accelerano (+4,1% annuo in aprile), quelli alle imprese continuano a frenare ma crescono (+4,5%). I tassi nei paesi euro sono in calo a giugno, grazie al proseguire degli acquisti BCE di titoli: il rendimento del BTP decennale è sceso allo 0,77%, lo spread sul Bund si è assottigliato a 1,00%.

 

Industria in consolidamento

Secondo i PMI, il manifatturiero (62,3 a maggio) e le costruzioni (58,3) hanno accelerato, su valori molto espansivi. Si segnala un forte incremento di commesse inevase e dei tempi di consegna e uno svuotamento dei magazzini. L’accelerazione della domanda e la necessità di ricostituire le scorte tengono alte le attese per la produzione industriale, dopo il forte aumento in aprile (+1,8%) e una probabile correzione a maggio: per il 2° trimestre è attesa una variazione positiva.

 

Confermata la ripartenza dei servizi

Con l’allentamento delle misure anti-Covid da fine aprile e le riaperture nei settori legati al turismo e all’intrattenimento, grazie al forte calo dei contagi, come atteso, l’attività nei servizi è tornata a espandersi: a maggio il PMI è balzato a 53,1, sopra la soglia neutrale, al massimo da marzo 2019. I consumi si stanno rispostando verso i servizi grazie alla ripresa dei viaggi e dei consumi fuori casa. Tale recupero è stimato accentuarsi a giugno e poi nel trimestre estivo.

 

Export sopra i livelli pre-crisi

L’export italiano ha continuato a crescere in aprile, salendo a +2,8% su febbraio 2020: meglio della Germania. Il trend di aumento è diffuso ai principali gruppi di beni e aree di sbocco. Anche le vendite extra-UE, nonostante la correzione a maggio, registrano un robusto +6,1% in valore negli ultimi tre mesi. L’export in aprile è doppio rispetto a un anno prima, minimo della crisi, con recuperi eccezionali nei settori più colpiti (abbigliamento, mezzi di trasporto, mobili). Prosegue l’aumento dei prezzi all’import, concentrato in energia, prodotti in metallo, chimici. Si rafforzano le prospettive per i mesi estivi, grazie al calo dei contagi: a giugno gli ordini esteri sono ai massimi.

 

Scambi in aumento

Prosegue la crescita del commercio mondiale (+0,5% in aprile), trainata da Cina e altri asiatici. Il PMI globale ordini esteri (54,9 a maggio) conferma prospettive molto robuste. Ci sono, però, alcune pressioni nelle filiere produttive, con forti aumenti di tempi di consegna e costi degli input.