Pre summit. Obiettivo “Zero sprechi e zero fame”

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Si è tenuto a Roma, nei giorni scorsi, il pre-vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari per definire strategie e iniziative future per favorire la sicurezza alimentare e la sostenibilità.

“La crisi globale ha spinto milioni di persone al di sotto della soglia di povertà.  Condizioni meteorologiche estreme e interruzioni degli approvvigionamenti hanno contribuito all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. la piaga della malnutrizione si sta diffondendo – ha detto il nostro Presidente del consiglio, Mario Draghi – La malnutrizione in tutte le sue forme è diventata la causa principale di malattie e di morte. Nel 2019, erano circa 690 milioni nel mondo le persone che soffrivano di fame. Secondo l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura, la pandemia farà crescere il numero delle persone che soffrono di malnutrizione di 130 milioni, portando il totale a oltre 800 milioni. La crisi sanitaria ha generato una crisi alimentare”.

“Quest’autunno a Glasgow – ha concluso Draghi – vogliamo raggiungere un accordo sul clima ambizioso, che coinvolga sia le economie ricche che quelle emergenti. Qui dunque, per tutti voi, esperti della materia, “ambizione“ è la parola chiave. Questo Pre-Summit è l’occasione per trasformare il modo in cui noi pensiamo, produciamo e consumiamo il cibo globalmente”.

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha aggiunto: “La pandemia, che ancora ci assale, ha evidenziato i legami tra disuguaglianza, povertà, cibo, malattie e il nostro pianeta. Siamo seriamente fuori strada per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) entro il 2030. La povertà, la disuguaglianza di reddito e l’alto costo del cibo sono stati responsabili di questi mali e il cambiamento climatico e i conflitti sono stati conseguenze e motori di questa catastrofe”.

È inaccettabile che la fame sia in aumento in un momento in cui il mondo spreca più di 1 miliardo di tonnellate di cibo ogni anno – ha detto Guterres –  È tempo di cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo, anche per ridurre le emissioni di gas serra. Trasformare i sistemi alimentari è fondamentale per raggiungere tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Come famiglia umana, un mondo libero dalla fame è il nostro imperativo».

Siamo consapevoli che interessi economici individuali, chiusi e conflittuali ma potenti – ha denunciato Papa Francesco – ci impediscono di progettare un sistema alimentare che risponda ai valori del Bene Comune, della solidarietà e della “cultura dell’incontro”. Se vogliamo mantenere un fruttuoso multilateralismo e un sistema alimentare basato sulla responsabilità, la giustizia, la pace e l’unità della famiglia umana è fondamentale. La crisi che stiamo affrontando è in realtà un’occasione unica per dialoghi autentici, audaci e coraggiosi, affrontando le radici del nostro ingiusto sistema alimentare.

Il Papa ha poi concluso “Durante questo incontro, abbiamo la responsabilità di realizzare il sogno di un mondo in cui pane, acqua, medicine e lavoro scorrano in abbondanza e raggiungano per primi i più bisognosi. La Santa Sede e la Chiesa Cattolica serviranno a questo nobile scopo, offrendo il loro contributo, unendo forze e volontà, azioni e sagge decisioni. Prego Dio che nessuno sia lasciato indietro, che tutti possano soddisfare i propri bisogni primari. Possa questo incontro per la rigenerazione dei sistemi alimentari metterci sulla strada per costruire una società pacifica e prospera, e seminare semi di pace che ci permettano di camminare in autentica fratellanza”.

Il Direttore generale della FAO, Qu Dongyu, ha detto: “Stiamo attraversando un momento critico. Prima della pandemia, molti sistemi alimentari non erano inclusivi, efficienti e sostenibili, e la pandemia ha peggiorato questa situazione. Serve un approccio coordinato per la produzione alimentare. Per raggiungere tutti gli ambiziosi obiettivi dell’Agenda di sviluppo 2030, dobbiamo cambiare le politiche, la mentalità e il modello di business. Dobbiamo focalizzarci su sistemi agroalimentari migliori, per non lasciare indietro nessuno”.

“Per migliorare le condizioni socio-economiche delle popolazioni – ha sottolineato Qu Dongyu – abbiamo disegnato pacchetti di soluzioni specifici per ogni Paese, in base alle sue caratteristiche, per rispondere alle disuguaglianze delle comunità locali e con gli stakeholder. L’obiettivo è raggiungere zero sprechi e zero fame”.

Per Sara Roversi, fondatrice del Future Food Institute. “Il pre vertice Fao ha acceso i riflettori sulla centralità dei sistemi agroalimentari nell’affrontare la crisi in atto e a far comprendere l’urgenza di agire. Per accelerare la transizione ecologica in modo concreto serve un repentino cambiamento culturale che passi necessariamente dall’educazione, la creazione di nuove competenze, l’allenamento al pensiero sistemico, e sviluppo di modelli di nuova cooperazione. Per invertire la rotta, dalla desertificazione alla rigenerazione, serve puntare su tre perni cruciali: ambiente, agricoltura, alimentazione e quindi su pratiche agricole rigenerative e porre un argine al fenomeno dei terreni agricoli dismessi”.

“Partire dal locale per agire su scala globale – ha suggerito Roversi -rispondendo alle sfide che gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 e la nuova strategia Farm to Fork Europea per la riduzione degli impatti ambientali dell’agroalimentare ci pongono di fronte”.

“Il cibo ci unisce tutti, come famiglie, come comunità, come culture e come umanità”, ha detto la vice Segretaria Generale delle Nazioni Unite Amina Mohammed. “Ora usiamolo per unirci intorno all’urgenza e alle azioni necessarie per trasformare il nostro mondo entro il 2030″.

 

La questione di genere

“Azioni audaci per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne nei sistemi alimentari”  è il titolo della sessione che ha visto il Presidente ruandese Paul Kagame chiedere maggiori investimenti per l’accesso delle donne delle aree rurali africane alle risorse produttive di cui hanno bisogno.

“È una delle questioni chiave che dobbiamo affrontare: come sostenere le donne piccole produttrice delle aree rurali, come assicurarci che abbiano effettivamente le risorse che necessitano per trasformare i sistemi alimentari, come assicurarsi che abbiano effettivamente diritto alla terra che coltivano”, ha detto la “Campionessa per la parità di genere” del Vertice Onu sui Sistemi Alimentari, Jemimah Njuki, direttore per l’Africa dell’International Food Policy Research Institute.

“Nel mondo, 1,7 miliardi di donne e ragazze vive nelle aree rurali, sono cioè più di un quinto di tutta l’umanità. È inaccettabile che costituiscano quasi la metà della forza lavoro delle aree rurali, eppure hanno più probabilità degli uomini di vivere in povertà e di soffrire la fame”, ha detto Sabrina Dhowre Elba, Ambasciatrice di buona volontà delle Nazioni Unite per il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD).

 

 

Obiettivi del Pre Summit

Nell’ambito del suo obiettivo più ampio di accelerare la trasformazione dei sistemi alimentari, il Pre-Summit mira a:

Riunire le migliori idee di tutte le strutture del Vertice, individuando al contempo le priorità e distillando una visione comune che sarà al centro della dichiarazione d’azione del Segretario generale delle Nazioni Unite al Vertice.

Stimolare governi, imprese, società civile e altri attori ad annunciare nuovi impegni a sostegno della trasformazione dei sistemi alimentari e far progredire soluzioni rivoluzionarie attraverso la collaborazione tra tutti gli stakeholder.

Offrire ai capi di Stato e ad altri leader pubblici e privati l’opportunità di presentare le proprie azioni e i progetti futuri di ampliamento dei progetti.

Promuovere una discussione che ponga i sistemi alimentari al centro degli sforzi globali per raggiungere gli obiettivi previsti, una campagna coordinata di advocacy e comunicazione in tutte le regioni del mondo.

Evidenziare l’importanza dei sistemi alimentari per i progressi in materia di clima, finanziamento dello sviluppo, salute, diritti umani e altre priorità globali.

Promuovere un senso di comunità riunendo paesi, gli attori principali e le parti interessate.

Mobilitare gli investimenti pubblici e privati per guidare la trasformazione dei sistemi alimentari e dare priorità alle soluzioni rivoluzionarie.

 

Alcuni dati

I sistemi alimentari odierni generano oltre 12 trilioni di dollari USA all’anno in costi ambientali, sociali ed economici nascosti. Allo stato attuale, i sistemi alimentari stanno sottraendo piuttosto che aggiungendo valore e ripensare al modo in cui il cibo viene finanziato aiuterà a portare investimenti e ad affrontare con successo sfide come la fame e la povertà.

 

Nel 2019, erano circa 690 milioni nel mondo le persone che soffrivano di fame. Secondo l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura, la pandemia farà crescere il numero delle persone che soffrono di malnutrizione di 130 milioni, portando il totale a oltre 800 milioni.

 

 

Il summit finale si terrà a settembre a New York

L’intervento del presidente Draghi Sistemi alimentari, l’intervento del Presidente Draghi al Pre-Vertice delle Nazioni Unite | www.governo.it