Tutto è cambiato …. anche i luoghi di lavoro

783

Il mercato immobiliare italiano è sospinto da un vento di forte positività. È questa la fotografia emersa dalla presentazione del 2° Rapporto sul mercato immobiliare 2021 di Nomisma, avvenuta nei giorni scorsi, presso la sede dell’istituto di ricerca bolognese.

“Dopo le buone performance registrate nella seconda parte del 2020, infatti, il settore continua a mostrare un’elevata insospettabile immagine di esuberanza. Si rileva una elevata propensione all’acquisto dell’abitazione da parte delle famiglie italiane, accompagnata da un atteggiamento alquanto espansivo e accomodante delle banche, tanto che le transazioni immobiliari, nel settore residenziale, già da quest’anno torneranno ai livelli previsti in periodo pre-Covid”.

“Diversi segnali, tuttavia, fanno pensare che probabilmente servirebbe maggiore cautela. Saranno gli sviluppi macroeconomici dei prossimi mesi a far capire se questa effervescenza, oggi fondata perlopiù sulle aspettative, sia davvero sostenibile, oppure se si tratti di una bolla destinata a scoppiare”.

E la fotografia scattata da Nomisma riguarda tantissimi settori: dal mercato immobiliare dal punto di vista delle famiglie a quello delle imprese, dagli investitori ai cambiamenti in atto come un capitolo che qui riportiamo che riguarda proprio come il Covid ha trasformato il nostro concetto, e quindi le nostre scelte, di “luogo di lavoro”, studio o ufficio che sia. Il resto delle schede e degli approfondimenti nonché degli interventi potete leggerli cliccando su Mercato immobiliare post Covid: i dati dell’Osservatorio Nomisma.

La trasformazione degli uffici in seguito al Covid-19 – Raffaella Pinto

Raffaella Pinto, Head of Business Development Cushman & Wakefield, ha contribuito a delineare il futuro degli uffici, uno degli ambiti più impattati dalla pandemia.

Il Coronavirus, infatti, ha causato dei cambiamenti che, probabilmente, si ripercuoteranno anche nel modo in cui vivremo questi ambienti di lavoro nei prossimi anni. Un settore in cui, a livello immobiliare, gli investimenti hanno subito un rallentamento, data l’incertezza circa la sua evoluzione.

Cushman & Wakefield, all’inizio del 2021, ha condotto un’indagine che ha coinvolto 340 manager di aziende multinazionali per capire come stessero affrontando questo momento, quale fosse il loro approccio verso lo smart working e quali le prospettive future.

“La prima evidenza emersa dalla ricerca è che il futuro degli uffici non sarà binario: non lavoreremo solo in ufficio o solo da casa, ma prevarrà un modello ibrido. La vera sfida sarà capire come bilanciare le due componenti”, ha spiegato Raffaella Pinto.

Secondo la maggior parte dei manager intervistati, i fattori che influiranno questa decisione saranno il ruolo dei lavoratori e le loro preferenze. Inoltre, il 35% pensa che i dipendenti di un’azienda non debbano necessariamente vivere nella città in cui risiede l’impresa.

“Quello che si evidenzia, in generale, è che la finalità del lavoro in ufficio sta cambiando. L’81%, infatti, ha dichiarato che l’ufficio favorisce gli incontri e le interazioni casuali, e sappiamo bene che le nuove idee, spesso, nascono proprio così. Ci aspettiamo, quindi, un ecosistema di luoghi e una maggiore cura degli spazi comuni dell’ufficio: questo luogo, infatti, dovrà favorire l’interazione tra le persone e regalare un’esperienza”, ha concluso Raffaella Pinto.