Economia circolare. Il nuovo futuro

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Tutto si crea, nulla si distrugge. Una teoria che ben si sposa con l’economia circolare nel senso che una buona parte (se non tutto) di ciò che viene immesso sul mercato può rientrare dopo l’uso e venire nuovamente impiegata per la creazione di altri beni. Qualche numero? Secondo l’ultimo rapporto dell’organizzazione non profit Circle Economy, raddoppiare la circolarità della produzione ridurrebbe del 39% le emissioni di gas serra e diminuirebbe del 28% l’uso di risorse vergini. Non è insomma un caso che trasformare l’economia tradizionale in economia circolare entro il 2050 sia un obiettivo dell’Unione europea.

Sempre secondo il Circularity Gap Report 2021, i 22,8 miliardi di tonnellate (Gt) di emissioni annuali associate alla creazione di nuovi prodotti da materiali vergini possono essere eliminati applicando strategie circolari che riducono drasticamente la quantità di minerali, combustibili fossili, metalli e biomassa consumata dall’economia mondiale.

‍Queste strategie circolari, 21 in totale, possono mantenere il pianeta su una traiettoria ben al di sotto dei 2°C tagliando le emissioni di 22,8 miliardi di tonnellate oltre quanto raggiunto dagli attuali impegni climatici, una riduzione del 39% rispetto ai livelli del 2019. Aumenterebbero anche la percentuale di materiali riutilizzati dall’8,6% al 17%, quasi raddoppiando la circolarità dell’economia globale.