Lo psicologo come il medico di famiglia. Supporto importante

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La ricerca ci dà l’occasione di aprire finestre sulla percezione che il mondo intorno a noi ha della nostra professione e, soprattutto, sui bisogni di Psicologia che in questo momento sono emergenti nella società italiana – si legge nella prefazione della ricerca pubblicata da Enpap che spiega come lo studio sia stato messo in campo per “sostenere il dibattito attorno al futuro della Professione di Psicologo nella fase straordinaria che attende il nostro Paese nei prossimi mesi”.

Facendo una “ricognizione dei bisogni emergenti nei Cittadini in questa complessissima fase pandemica”.

Cosa emerge dalla ricerca? Alcuni dati salienti

Per il 51% degli intervistati gli psicologi possono apportare un grande aiuto a chi ne ha bisogno tanto che per il 52% dovrebbero essere più accessibili, come “medici di base” e non solo per chi può permetterselo.

Inoltre il 42,2% pensa che sarebbe utile se gli psicologi venissero impiegati in più settori rispetto a quelli in cui operano oggi e per il 43,2% dovrebbe essere utilizzato per favorire il benessere delle persone in generale, non solo per curare.

Altro dato che merge è la percentuale di chi vede lo psicologo come un supporto alla persona anziché alla collettività, anche tra gli user. Stiamo parlando dell’85,9% degli italiani intervistati.

E se gettiamo uno sguardo al futuro? Secondo ben l’84% dei rispondenti, la figura dello psicologo si è progressivamente normalizzata, nel senso che ora vi è meno senso di “vergogna” a dire che si va dallo psicologo ma solo il 24% la ritiene molto normalizzata, mentre il 60% solo “poco”. Entrambi questi dati sono più alti tra gli utilizzatori di servizi di psicologia.

Il contesto

Nel corso del 2020, ENPAP ha promosso una ricerca con l’obiettivo di investigare il percepito e il vissuto del ruolo dello psicologo e dello psicoterapeuta nella società italiana, con l’impiego di una molteplicità di metodologie e il coinvolgimento di diverse categorie di interlocutori.
Il focus principale è stato di investigare quanto la figura dello psicologo venga tuttora percepita in termini tradizionali/clinici e quanto la sua figura si discosti da tale idealtipo verso una visione onnicomprensiva (e in quali ambiti), includendo
analisi comparative e focalizzandosi sulle prospettive future: il ruolo dello psicologo nella società futura.
La rilevazione è stata condotta – attraverso step sequenziali quali-quantitativi descritti a seguire – nel corso della primavera 2020 (tra i mesi di marzo e giugno)

Obiettivi

Nello specifico, la ricerca ha investigato, presso la società italiana:
• l’immagine percepita dello psicologo, presso utilizzatori e non dei servizi di psicologia; esperienza e vissuto (presso gli utilizzatori);

desiderata e aspettative;
• percezione del suo ruolo come supporto al benessere individuale e in contesti di valore collettivo, in ambiti sia consolidati (famiglia, scuola) che meno scontati e noti;
• ostacoli, reticenze, differenziale d’immagine dello psicologo negli ambiti privato e pubblico; confronto con figure “confinanti” come counselor e life coach;
• evoluzione futura dei servizi di psicologia e del ruolo dello psicologo, sia nell’orizzonte temporale breve (“post-Covid”) che nel lungo periodo (10-20 anni);
• notorietà e predisposizione per servizi innovativi degli psicologi e psicoterapeuti nel digitale/online, con focus su modalità specifiche di erogazione (live, mail, chat).