Enpaf. Croce “Gli iscritti hanno scoperto il volto umano delle Casse”

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di Emilio Croce *

La recente rielezione alla Presidenza dell’Enpaf mi offre l’opportunità di fare il punto, da un osservatorio privilegiato, sulla situazione della previdenza delle Casse privatizzate.

L’ampliamento del campo di azione delle Casse negli ultimi anni – ritengo – sia uno degli sforzi più apprezzati dai nostri iscritti che, finalmente, hanno conosciuto un volto più umano dei nostri Enti. Non più Enti dediti unicamente alla riscossione della contribuzione obbligatoria per il riconoscimento della prestazione pensionistica al raggiungimento dei prescritti requisiti, ma Enti capaci di accompagnare l’iscritto durante tutto il percorso lavorativo, attraverso iniziative di welfare allargato impensabili fino a qualche anno fa.

Assistenza Sanitaria Integrativa, Long Term Care, Temporanea Caso Morte, misure di conciliazione vita – lavoro, tutela per disoccupazione, misure di sostegno per la disabilità, incentivi per le assunzioni sono solo alcune delle misure adottate per ampliare la sfera degli interventi che hanno reso più penetrante l’azione delle Casse a tutela di situazioni di bisogno degli iscritti e favorito un rapporto più inclusivo, soprattutto, con le nuove generazioni.

L’allungamento della speranza di vita e, quindi, dell’età pensionabile e la razionalizzazione della spesa pensionistica, finalizzata a garantire nel tempo l’equilibrio del saldo previdenziale, sono fattori che la platea dei nostri iscritti, in particolare quella dei giovani, fa fatica a comprendere e rispetto ai quali non nutre grande interesse. Ma le criticità e la crisi pandemica ci hanno consentito di far comprendere al meglio le nostre attività, assicurando la nostra concreta presenza per far fronte alle difficoltà derivanti da situazioni di bisogno.

Ora, davanti a noi abbiamo nuove sfide; dobbiamo avere la capacità di individuare percorsi condivisi che sappiano coniugare la sostenibilità degli assetti previdenziali con l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche. E’ un compito gravoso perché rincorrere la sostenibilità fine a se stessa è un limite evidente dei nostri sistemi, ma, nel contempo, dobbiamo avere la capacità di far comprendere che, senza un adeguato risparmio previdenziale, l’adeguatezza delle prestazioni rimane impossibile da realizzare.

In questa prospettiva, nella consapevolezza di richiedere un provvedimento legislativo che riesca a far chiarezza sulla natura giuridica delle Casse di previdenza, dobbiamo tenere in debita considerazione che la loro alimentazione è esclusivamente a carico degli iscritti. Al delicato tema della natura giuridica delle Casse è dedicata la massima attenzione da parte di chi, come il sottoscritto, ha avuto la fortuna di seguire tutto l’iter della riforma del 1994, tenendo presente che la menzione esplicita del principio di sussidiarietà (entrato nella nostra legislazione solo nel 1997 e nel testo costituzionale nel 2001 con la riforma del titolo V della Costituzione) rappresenta il principio organizzativo a cui ispirarci.

*Presidente Enpaf, Ente di previdenza e assistenza dei farmacisti