Salario minimo. Il Parlamento e il Consiglio Ue dicono sì

44

“La presidenza del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sul progetto di direttiva sui salari minimi adeguati nell’Ue”. Lo annuncia il Consiglio Europeo in una nota.

“La nuova legge, una volta adottata definitivamente, promuoverà l’adeguatezza dei salari minimi legali e contribuirà così a raggiungere condizioni di lavoro e di vita dignitose per i dipendenti europei”.

“Gli Stati membri sono tenuti a mettere in atto un quadro procedurale per fissare e aggiornare i salari minimi secondo una serie di criteri chiari”. Nel pieno rispetto delle diversità nazionali, il provvedimento favorirà dei salari minimi adeguati nell’Ue e lo sviluppo della contrattazione collettiva”. L’intesa dovrà ora essere approvata in via definitiva sia dal Parlamento che dal Consiglio Ue.

Per la Commissaria Von der Leyen “Nei nostri orientamenti politici abbiamo promesso una legge per garantire salari minimi equi nell’Ue. Con l’accordo politico di oggi sulla nostra proposta su salari minimi adeguati, portiamo a termine il nostro compito. Le nuove regole tuteleranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro paghi”.

“Il Consiglio e il Parlamento europeo – si legge nella nota diffusa dopo l’accordo raggiunto – hanno convenuto che gli aggiornamenti dei salari minimi legali avverranno almeno ogni due anni (o al massimo ogni quattro anni per quei Paesi che utilizzano un meccanismo di indicizzazione automatica). Le parti sociali dovranno essere coinvolte nelle procedure di definizione e aggiornamento dei salari minimi legali”.

Promozione della contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari

Poiché la contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari è uno strumento importante per garantire che i lavoratori possano beneficiare di salari minimi adeguati, la direttiva mira ad estendere la copertura dei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva.

Ecco perché i co legislatori hanno convenuto che i paesi dovrebbero promuovere il rafforzamento della capacità delle parti sociali di impegnarsi nella contrattazione collettiva, compresa la protezione dei rappresentanti dei lavoratori.

L’accordo provvisorio tra il Consiglio e il Parlamento europeo, in particolare, prevede che laddove il tasso di copertura della contrattazione collettiva sia inferiore a una soglia dell’80% gli Stati membri dovrebbero definire un piano d’azione per promuovere la contrattazione collettiva.

Il piano d’azione dovrebbe definire una tempistica chiara e misure concrete per aumentare progressivamente il tasso di copertura della contrattazione collettiva.

Accesso efficace

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno inoltre concordato una serie di misure per migliorare l’accesso effettivo dei lavoratori alla protezione del salario minimo.

Queste misure includono i controlli da parte degli ispettorati del lavoro, informazioni facilmente accessibili sulla protezione del salario minimo e lo sviluppo della capacità delle autorità di contrasto di perseguire i datori di lavoro non conformi.

Sfondo e passaggi successivi

La proposta della Commissione europea è stata presentata ai due co legislatori, il Consiglio dell’UE e il Parlamento europeo, il 28 ottobre 2020. Il Consiglio ha approvato la sua posizione il 6 dicembre 2021;

il Parlamento ha adottato il suo mandato negoziale il 25 novembre 2021. Dall’inizio di gennaio si sono svolti otto tornate negoziali tra il Consiglio e il Parlamento europeo. Da parte del Consiglio, l’accordo raggiunto oggi dovrà essere confermato dal Coreper. Questa approvazione sarà seguita da una votazione formale sia in seno al Consiglio che al Parlamento europeo. Gli Stati membri hanno due anni per recepire la direttiva nel diritto nazionale.