Enpap. Torricelli “I giovani soffrono, soprattutto le ragazze”

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In Italia sono soprattutto i giovani ad aver fatto richiesta del Bonus psicologo: su 300mila richieste, oltre il 60%, pari a 180mila domande, proviene da cittadini sotto i 35 anni. Lo riferisce un rapporto della Commissione europea sull’impatto della pandemia sulla salute mentale dei giovani, diffuso in occasione della Giornata mondiale. «I giovani sono stati particolarmente colpiti. Hanno visto le loro vite sconvolte. Dobbiamo sostenerli con interventi concreti», ha evidenziato la commissaria Ue Mariya Gabriel. La disponibilità per il bonus che inizialmente era di 10 milioni è stata portata a 25, dato l’alto numero di richieste.


di Felice Damiano Torricelli

Che la salute mentale dei più giovani sia stata messa a dura prova dalla pandemia è fuori di dubbio. Le ricerche hanno indicato che, nelle fasi più dure per lockdown, un adolescente su quattro mostrava sintomi di depressione e uno su cinque disturbi legati all’ansia: praticamente un raddoppio rispetto alla condizione pre-pandemia.

A soffrire di più sono state le ragazze e i ragazzi che affrontavano la scuola superiore nel biennio oscuro, 2020-2021. Il ricorso alla DaD con la perdita, per periodi lunghi, della dimensione relazionale faccia a faccia e della funzione di socializzazione della scuola, la soluzione di continuità nella propria progettualità di vita, l’essere privati della possibilità di coltivare le relazioni con i coetanei e di vivere esperienze che segnano passaggi cruciali nella dimensione psicologica e sociale di ognuno (i primi amori, l’esame di maturità) sono solo alcune delle esperienze stressanti che la pandemia ha portato agli adolescenti. A queste esperienze di perdita non recuperabile, veri e propri lutti psicologici, si accompagna la dimensione di incertezza e di intensa angoscia che dura da anni ed avvolge anche il presente di tutti.

Questa costellazione di situazioni espone a stress intensi e prolungati che possono compromettere gravemente il benessere. Tanti disturbi psicologici, infatti, hanno un esordio connesso alla difficoltà di adattarsi ad esperienze di vita particolarmente stressanti, come quelle che la pandemia ci ha portato. Si tratta di disturbi che solitamente vanno incontro ad una remissione spontanea, man mano che la situazione si stabilizza e viene elaborata, ma oggi osserviamo che molti fanno fatica ad uscirne. Anche perché, alle tensioni e alle transizioni tipiche dell’età giovanile, questo periodo aggiunge nuove fonti di incertezza e nuove angosce – dopo il Covid, la guerra immanente, le difficoltà economiche, l’incertezza crescente. In molti, soprattutto tra i giovani, le donne, le persone fragili, i poveri, sembrano incanalati su una traiettoria di malessere, potenzialmente a lungo termine, e gli studi ci dicono anche che quanto più a lungo si mantiene un disturbo di ansia o depressione durante l’adolescenza e la prima età adulta tanto più grave è la minaccia per la salute mentale futura delle persone.

In questo contesto, e in assenza di strutture del Servizio Sanitario pubblico che siano in grado di offrire trattamenti psicologici adeguati, chi ha potuto si è rivolto agli psicologi e agli psicoterapeuti privati. La terapia psicologica è infatti quella di elezione per l’ansia e la depressione, garantisce effetti più duraturi e stabili di quella farmacologica e le persone la preferiscono di gran lunga, a fronte di impegni sempre più accessibili perché le tecniche di trattamento psicologico recenti si concentrano sul disturbo e prediligono interventi brevi e focalizzati.

Molte più persone sono oggi in trattamento psicologico, lo confermano anche i dati dell’ultima raccolta previdenziale di ENPAP, e tra questi tanti hanno chiesto di accedere al bonus.

Ma il problema più grande è che il bonus non affronta il problema dell’accessibilità per tutti degli interventi psicologici. Chi non ha i mezzi economici per ricorrere all’intervento dei liberi professionisti non ha potuto ricevere l’aiuto che gli serve per affrontare questa fase, ha dovuto rinunciare a curarsi nel modo opportuno e non ha neppure potuto chiedere il bonus dello Stato.

Per contribuire a rispondere a questa particolare situazione del Paese e per indicare ai decisori pubblici una possibile via per attivare servizi diffusi, stabili e accessibili per il trattamento psicologico dei disturbi emotivi più comuni – in apparenza meno drammatici di quelli gravi presi in carico dai Dipartimenti di Salute Mentale ma spesso estremamente gravosi per le persone, le loro famiglie e per la stessa economia del Paese, a cui sottraggono preziosissime risorse – ENPAP ha recentemente attivato il Progetto Vivere Meglio.

È un’iniziativa che consente l’accesso gratuito dei cittadini di tutt’Italia a servizi di psicologia per il trattamento di ansia e depressione e, proprio tenendo conto del carico psicologico dei giovani, l’abbiamo resa accessibile e fruibile anche ai minorenni, a partire dai 16 anni.

I servizi operativi di Vivere Meglio sono partiti il 1° ottobre e dureranno fino a marzo 2023. Vi si accede attraverso il sito viveremeglio.enpap.it, che consente di fare una valutazione online della propria qualità di vita psicologica ed eventualmente di ricevere l’accesso a servizi di counseling psicologico o di psicoterapia. Il sito dà anche la possibilità di scaricare molti opuscoli informativi e di auto-aiuto, che le persone possono utilizzare per ricevere informazioni sulle più diffuse forme di disagio psicologico (il lutto, lo stress, i pensieri negativi, la conflittualità, l’ansia in contesti sociali e molte altre) e sulle modalità scientificamente più efficaci per gestirle in autonomia.

Anche per le considerazioni fatte sopra Vivere Meglio sta avendo un grande successo: nei primi 20 giorni sono poco meno di 60.000 le persone che hanno effettuato il test proposto dal sito, gli opuscoli sono stati scaricati decine di migliaia di volte e in moltissime province al momento gli psicologi attivi nel progetto (che sono 1000, distribuiti in tutta la Penisola) hanno saturato le loro disponibilità.

Photo by Milada Vigerova on Unsplash