Asvis. Disuguaglianze. Il Bel Paese porta a casa solo 2 “Goal”

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E’ stato presentato, il 6 dicembre nella sede del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) – a Roma, il Rapporto ASviS sui Territori 2022, una “rassegna” delle esperienze internazionali ed europee di territorializzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda Onu 2030 e lo stato di attuazione della Strategia nazionale, delle Strategie regionali e delle Agende metropolitane per lo sviluppo sostenibile.

“Si tratta di uno strumento unico – hanno spiegato gli organizzatori – che, attraverso indicatori statistici elementari e compositi, raccoglie e analizza il posizionamento di regioni, province, città metropolitane, aree urbane e comuni rispetto ai 17 SDGs. Per comprendere l’importanza dei territori, basti pensare che il Sustainable development solutions network (Sdsn) stima che 105 dei 169 Target degli SDGs (62%) non saranno raggiunti senza un coinvolgimento degli enti locali”.

Lo studio dedica inoltre un capitolo alle disuguaglianze territoriali e uno ai rischi naturali e antropici. Infine, i capitoli conclusivi contengono le proposte dell’ASviS e la selezione delle migliori buone pratiche per lo sviluppo sostenibile dei Territori.

“Il nostro mondo è in profondo pericolo, e lo sono anche gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il tempo sta scadendo – aveva detto Antonio Guterres Segretario generale dell’ONU aprendo l’incontro dell’High level political forum (HLPF) del 13 luglio scorso a New York – Ma c’è ancora speranza, perché sappiamo cosa dobbiamo fare: mettere fine alla guerra disastrosa e senza senso, ora; scatenare una rivoluzione per l’energia rinnovabile, ora; investire nelle persone e costruire un nuovo contratto sociale, ora.”

Leggiamo allora come si posiziona l’Italia rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile

L’analisi del rapporto tra l’andamento a livello nazionale degli ultimi cinque anni e quello necessario per raggiungere l’obiettivo dà luogo al seguente risultato:
• in 5 casi su 24 si registra un progresso significativo. Il trend attuale, se mantenuto nel futuro, garantisce il raggiungimento dell’obiettivo;
• in 3 casi su 24 si registra un progresso moderato. Si sta andando nella giusta direzione ma con una velocità insufficiente;
• in 7 casi su 24 si registra un progresso insufficiente. Di fatto la situazione risulta statica;
• in 9 casi su 24 si registra un peggioramento. Ci si sta allontanando dall’obiettivo.

Dall’analisi, inoltre, emerge che tra il 2010 ed il 2021 le disuguaglianze territoriali sono aumentate per sette Goal:
• Goal 1. Povertà. Questo andamento è confermato per gli anni 2019-2021, indice del fatto che la pandemia da Covid-19 ha inciso in maniera più rilevante sulle Regioni più in difficoltà;
• Goal 3. Salute. Il dato nazionale mostra un complessivo miglioramento, comunque accompagnato da un aumento delle disuguaglianze, ma anche in questo caso la pandemia ha acuito le differenze territoriali. Il gap misurato nel 2019 tra la media delle Regioni migliori e di quelle peggiori è aumentato considerevolmente nei due anni successivi;
• Goal 4. Istruzione. Migliora la media nazionale ma tra il 2010 e il 2021 i risultati più significativi li hanno in media le Regioni migliori mentre quelle peggiori registrano un andamento sostanzialmente stabile. Negli anni della pandemia (2019-2021) si registra un peggioramento delle ultime 5 Regioni più intenso rispetto alle prime 5;
• Goal 5. Parità di genere. Migliora la media italiana ma le ultime 5 Regioni non contribuiscono al progresso medio nazionale mostrando un andamento stabile, mentre migliora significativamente il livello medio delle 5 Regioni migliori;
• Goal 7. Energia. Si registra un andamento positivo della media nazionale e fino al 2019 non si registrano variazioni significative delle differenze regionali. Ma tra il 2019 e il 2020 il trend positivo si arresta nelle Regioni peggiori mentre le migliori continuano a progredire;
• Goal 8. Lavoro e crescita economica. Tra il 2010 e il 2019 le 5 Regioni migliori crescono mentre le 5 peggiori arretrano ulteriormente. Durante la pandemia si registra una parziale inversione di tendenza, dal momento che le ultime 5 migliorano in media ad un’intensità maggiore rispetto alle prime 5, ma questo non basta a colmare il gap accumulato negli anni precedenti;
• Goal 11. Città e comunità. Tra il 2010 e il 2019 i 5 territori con valori più bassi peggiorano in media il proprio valore, mentre i 5 con i valori più alti registrano un andamento stabile. Anche in questo caso durante la pandemia (2019-2020) si registra una parziale inversione di tendenza che però non basta a colmare il gap accumulato nel corso del tempo.

Nello stesso periodo 2010-2021 le disuguaglianze territoriali sono diminuite per due Goal:
• Goal 12 Economia circolare. È l’unico caso nel quale l’andamento medio nazionale positivo si accompagna ad un miglioramento di entrambi i sottogruppi. I 5 territori con i valori più bassi dell’indice incrementano il proprio valore medio ad un’intensità maggiore di quella delle altre 5, comportando una riduzione complessiva della differenza.
• Goal 16. Giustizia e istituzioni. Nonostante il complessivo peggioramento dell’indice, la media delle Regioni più svantaggiate non ha subito variazioni nel corso del tempo mentre la media di quelle migliori è peggiorata sensibilmente.

Infine, nel periodo 2010-2021 non si evidenziano variazioni significative nelle disuguaglianze territoriale per i seguenti cinque Goal: 2. Agricoltura e alimentazione; 6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari; 9. Infrastrutture e l’innovazione; 10. Disuguaglianze e 15. Vita sulla terra.

Di fronte a questo quadro negativo, che trova conferma in questo Rapporto sui Territori, l’ASviS nel Rapporto 2022 ha ribadito l’importanza di adottare con urgenza politiche per portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile.