Sottosegretario Freni. “Alle Casse il riconoscimento che meritano”

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“Innanzitutto, porto i saluti del Ministro Giorgetti che si scusa per non poter essere qui. La legge di bilancio è un mostro che ci mangia tutti nel mese di dicembre ma ci tenevo ad essere qui per dimostrare la strutturale vicinanza al mondo delle Casse” così il Sottosegretario al Mef, Federico Freni, dal palco della presentazione del XII Rapporto annuale AdEPP, sottolineando come “sia un compito primario di questo Governo elaborare un indirizzo politico che dia finalmente alle Casse il riconoscimento che meritano. Le Casse nel corso di questi 30 anni hanno dimostrato in concreto di essere il principale sostegno all’economia reale di questo Paese”.

L’intervento completo

“ Io credo – ha continuato Freni – che non ci sia alcun dubbio che le Casse debbano essere private e che lo siano nell’intenzione del legislatore ma credo altrettanto che non vi possa essere dubbio che pubblica è la funzione che le Casse svolgono. E la pubblicità della funzione radica in capo all’eco sistema delle Casse una serie di obbligazioni che il legislatore negli anni ha declinato in modo più o meno corretto. C’è stata a parer mio un’invasività da parte del legislatore probabilmente eccessiva. C’è stata una invasività eccessiva quando si è preteso di vincolare ad un’unica politica omogenea gli investimenti delle Casse senza tener conto dei sottostanti di ciascuna Cassa. Quando non si è tenuta in debita considerazione la peculiarità dell’ecosistema Casse, quando si sono adottate politiche strategiche in tema fiscale e quando si è assoggettato l’intero eco sistema delle Casse allo stesso regime tributario cui sono assoggettati gli altri contribuenti. E questo non perché le Casse debbano avere un qualche privilegio rispetto alla “signora Maria” che investe i suoi soldi da qualche altra parte, ma perché i soldi delle Casse sono storicamente, e ogni giorno di più, parte integrante dei fondi che mandano avanti questo Paese, sono il contributo essenziale che manda avanti il sistema Paese e che contribuendo all’economia reale consente a noi tutti, che sediamo al Governo, di poter adottare politiche di bilancio sicuri che la parte previdenziale dei liberi professionisti è garantita da un sistema, oggi e domani, solido, socialmente solidale e economicamente sostenibile.

La pandemia è in parte alle spalle ma non dimentichiamo ciò che hanno fatto le Casse per i propri iscritti e per questo mi sono battuto, grazie alle strutture tecniche dell’AdEPP che ci sostengo quotidianamente in questa battaglia, perché il bonus 200 euro arrivasse in fretta anche ai non titolari di partita Iva. Il Decreto il Ministro  lo ha firmato ieri quindi dovrebbe arrivare rapidissimamente. Però vedete questo è il minimo sindacale che il Governo può fare. Così come è il minimo sindacale che il Governo nel momento in cui immagina una serie di provvedimenti di supporto alla fiscalità, vedi rottamazione, tenga in considerazione che quei carichi che sono in capo alle Casse possano essere rottamati nello spettro delle regole dettate da ciascuna Cassa con proprio regolamento. Perché questo è uno Stato che riconosce il valore delle Casse.

Non basta dire grazie alle Casse quando fanno un investimento, bisogna dirlo con atti concreti. E uno degli atti più concreti con cui lo Stato può dire grazie al sistema delle Casse sia intervenire su questo benedetto elenco Istat. Se è vero che pubblica è la funzione e privata la natura, non possiamo immaginare che l’elenco Istat per le Casse abbia lo stesso significato che ha per il Ministero dell’economia o per un Ente pubblico partecipato al 100% dallo Stato. Che non significa l’esclusione tout court dall’elenco ma le Casse possono starci per quelle finalità di tipo statistico imposte dal diritto comunitario.

Dire grazie al mondo delle Casse vuol dire essere consapevole una volta per tutte che gli investimenti delle Casse sono investimenti di soggetti privati, che rivestendo una pubblica funzione hanno certamente dei vincoli ma che non possono essere tutti uguali. Non possiamo non lasciare all’autonomia delle Casse la disciplina dei propri investimenti, e non delle Casse in generale ma di ciascuna Cassa in particolare.

Io credo che il dovere del legislatore sia quello di dettare norme cornice che possano essere concretamente attuate da ciascuna, consentendo a ciascuna Cassa, nello spettro di linee di indirizzo, che peraltro AdEPP detta da anni e che sono state osservate da tutte, che possano consentire una omogeneità degli investimenti nell’ambito di una platea che però resta sostanzialmente differenziata. Dobbiamo tenere conto delle differenze specifiche di ciascuna Cassa, di ogni platea, di sottostante e soprattutto di ciascuna professione nonchè dei cambiamenti in atto e le Casse sono state più di ogni altro capaci di intercettare questi cambiamenti.

Io non sono un acceso sostenitore della parcellizzazione nella Pubblica amministrazione ma credo che soprattutto nel vostro caso la parcellizzazione serva. Intercettare il cambiamento di una base ristretta, ampliamente nota, è certamente più facile e viene soprattutto molto meglio. Per questo credo che sia un compito primario di questo Governo elaborare un indirizzo politico che dia finalmente alle Casse il riconoscimento che meritano e non perché il legislatore negli anni ’90 si inventò l’autonomia delle Casse ma perché nel corso di questi 30 anni hanno dimostrato in concreto di essere il principale sostegno all’economia reale di questo Paese.

Basta aprire ogni giorno i giornali per trovare azioni che dimostrano quanto il sostegno delle Casse all’economia reale sia importante e come le Casse siano sempre in prima linea.

Ovviamente tutto questo va fatto insieme perché non esiste norma buona e funzionante che non sia figlia di una concertazione e ben strutturata con il settore su cui va a incidere. Se in passato ci sono state difficoltà di dialogo, l’obiettivo di questo Governo è superarle, è dire alle Casse “noi ci siamo” perché le Casse allo Stato hanno detto sempre “noi ci siamo”. E questo è il momento per il Governo finalmente eletto e con un indirizzo politico di lavorare fianco a fianco con le Casse, consapevole che le cose migliori si fanno certamente insieme.

Di tutto questo vi dico grazie e spero di essere qui il prossimo anno quando presenterete il prossimo Report magari commentando qualche risultato che da qui ad un anno saremo riusciti a portare a casa, nell’interesse delle Casse che non è un interesse particolare perché coincide nella stragrande maggioranza dei casi con l’interesse generale di questo Paese”.