L’Emilia Romagna punta sui professionisti

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La Regione Emilia-Romagna punta sui liberi professionisti con un bando che ha stanziato cinque milioni di euro a fondo perduto, utilizzando risorse europee del Programma Fesr 2021-2027, per il rafforzamento e l’aggregazione delle attività libero professionali.

“Una misura strategica – commenta l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla – che mette a disposizione risorse per far crescere nuovi strumenti, qualificazione e internazionalizzazione. Un sostegno sia delle professioni tradizionali che di quelle nuove. Il ruolo del professionista sarà sempre più quello dello specialista, flessibile e interdisciplinare, capace di muoversi nelle reti aziendali e dei servizi. Abbiamo bisogno di un mondo delle professioni avanzato e strutturato, all’altezza delle nuove complessità e della transizione digitale”.

Lo scopo è quello di rafforzare, riorganizzare e ristrutturare le attività dei professionisti emiliano-romagnoli, anche attraverso processi di innovazione tecnologica favorendone, al contempo, il riposizionamento strategico e le iniziative di aggregazione. Al bando possono partecipare i liberi professionisti ordinistici che operano in forma singola, associata o societaria ma anche quelli non iscritti a ordini e titolari di partita Iva, autonomi, che svolgono prestazione d’opera intellettuale e di servizi e siano iscritti alla gestione separata Inps.

Il bando

Le domande di contributo dovranno essere inviate dalle 10 del 7 marzo 2023 fino alle 13 del 6 aprile 2023, per interventi da realizzarsi entro il 31 dicembre 2023. Le richieste vanno compilate, validate e inviate alla Regione esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web Sfinge 2020. I progetti dovranno essere avviati a partire dal 1° gennaio ed essere conclusi entro il 31 dicembre 2023.

Il contributo sarà concesso nella forma del fondo perduto nella misura massima del 55% della spesa ammessa e per un importo, comunque, non superiore a euro 60 mila euro e sarà calcolato come segue: una quota parte sarà determinata in misura pari al 35% della spesa ritenuta ammissibile; una eventuale quota, non obbligatoria, per un massimo del 15% a copertura del costo per interessi da sostenersi per l’attivazione di un mutuo di almeno 4 anni; un ulteriore incremento del 5% nel caso si realizzi un incremento occupazionale, in caso di soggetto con prevalenza femminile e/o giovanile, nel caso si preveda il recupero dei materiali con riduzione della produzione di rifiuti e qualora si proponga un intervento localizzato in zone svantaggiate della Regione.

La Regione anticiperà la chiusura della finestra, qualora venissero trasmesse 400 domande prima del 6 aprile 2023. Una eventuale riapertura della finestra, in caso di utilizzo parziale dei fondi stanziati, sarà stabilita dandone adeguata pubblicità sul sito.