“Scelta gentile”. Enpap lancia il sistema “Nudge”

L’Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per gli Psicologi ha lanciato un nuovo sistema di scelta dell’aliquota di contribuzione che i propri iscritti effettuano ogni anno a Settembre in occasione della dichiarazione reddituale. Nel 2018 l’Ente ha introdotto per la prima volta i “NUDGE”, con il preciso intento di favorire scelte previdenziali virtuose senza imporre un obbligo. Con tale tecnica, teorizzata da Richard Thaler, Premio Nobel per l’Economia 2017, e basata sulla Psicologia delle decisioni,  si dà una “spinta gentile” aiutando la scelta delle persone senza imposizioni.

In pratica, l’Ente presieduto da Felice Torricelli ha progettato, in collaborazione con l’Università di Padova, Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, una nuova procedura di presentazione della dichiarazione reddituale online, inserendo nelle maschere del programma tre NUDGE nella parte relativa alla scelta della percentuale di contribuzione:

• È stato introdotto un selettore a scelta multipla con esposta l’intera gamma di scelte, ed è stata preselezionata la percentuale massima del 20% del reddito netto. Il selettore reca l’istruzione: “SCEGLI LA PERCENTUALE DI CONTRIBUZIONE SUL REDDITO NETTO CHE INTENDI VERSARE’

• È stato inserito un banner che compariva in caso di modifica della scelta ad una percentuale inferiore al 20%, recante il testo: ‘ATTENZIONE: CON UNA CONTRIBUZIONE INFERIORE OTTERRAI UNA PENSIONE PIU’ BASSA’

• È stato inserito un indicatore del risultato della deduzione dei contributi previdenziali, che indica una stima della cifra minima di risparmio sull’IRPEF sulla base del reddito dichiarato dall’iscritto e della percentuale di contribuzione scelta. Il display è stato indicato con l’espressione ‘GUADAGNO FISCALE STIMATO’.

Tra i risultati più rilevanti:

La percentuale di iscritti che ha scelto di versare contributi volontari aggiuntivi facoltativi in misura maggiore al minimo è aumentata di oltre 10 volte. Nel 2018 sono stati 7710 su di 54070 iscritti, pari al 14,26% del totale. Nel 2017 erano 964 su 51593 iscritti, pari all’1,79% del totale.1 iscritto su 5 versa contributi volontari aggiuntivi.

I risultati sono ancora più rilevanti selezionando una fascia di reddito intermedia, eliminando cioè i redditi eccezionalmente bassi e quelli eccezionalmente alti. 1 iscritto su 5 nella fascia di reddito 5.000-100.000 euro (il 64,51% della popolazione di iscritti) ha versato contributi aggiuntivi. Si tratta del 19,44% del totale.

La raccolta di contributi si è incrementata – per la sola parte riferibile all’effetto dei NUDGE – di 10 milioni di Euro su una raccolta totale di quasi 100 milioni di euro.

La media di contributo aggiuntivo è stata di  1.300 euro. I 7710 iscritti che hanno scelto di versare contributi aggiuntivi avrebbero avuto un contributo medio obbligatorio di circa 1.700 euro. In media hanno versato contributi extra per circa 1.300 euro ciascuno, arrivando ad un contributo medio totale di circa 3.000 Euro.

Effetto trasversale del NUDGE. Dalle prime analisi statistiche, sembra che i NUDGE abbiano colpito in modo trasversale la popolazione degli iscritti, generando la scelta di versare contributi aggiuntivi in una fascia ampia della popolazione, con ampia diffusione per fasce di età, di reddito, di montante contributivo, di genere o di residenza geografica.

La maggior parte dei 7710 iscritti che hanno versato contributi aggiuntivi ha scelto l’aliquota massima del 20%.

Felice Torricelli, Presidente ENPAP, sottolinea che: “quando abbiamo iniziato a ragionare su come migliorare la consapevolezza del meccanismo previdenziale ed incoraggiare comportamenti virtuosi fra i nostri Iscritti, abbiamo ritenuto che la loro possibilità di scegliere liberamente, almeno in parte, l’entità dei contributi andasse garantita. Lo stile di trasparenza, chiarezza delle scelte e dialogo che come amministratori abbiamo coltivato in questi anni ci hanno permesso di utilizzare il metodo dell’architettura delle scelte, secondo i principi studiati dalla Psicologia delle decisioni. Attraverso il modo di presentare le opzioni contributive, i feedback immediati sull’effetto di ogni scelta di versamento, la possibilità di stimare l’importo della pensione futura sulla base degli importi versati, infatti, passa non solo l’adozione di comportamenti virtuosi ai fini dell’adeguatezza pensionistica ma anche la conoscenza dei meccanismi che regolano la relazione tra pensione e versamenti. Al di là dello straordinario aumento degli importi raccolti, quindi, l’utilità di questa prima sperimentazione è di aver permesso una più chiara comprensione del funzionamento della previdenza contributiva e dei vantaggi fiscali connessi da parte degli Iscritti. A questa nuova consapevolezza – assieme al contesto di fiducia e chiarezza che abbiamo creato negli anni – dobbiamo la risposta entusiastica degli Psicologi al nostro esperimento. Conto che questa nostra prima esperienza sia ora uno stimolo per gli Enti di Previdenza, i Fondi Pensione e i Decisori Pubblici: i metodi della Psicologia delle decisioni si pongono applicare a qualunque scelta anche relativa alle imposte e ai contributi previdenziali. Soprattutto per mettere al centro del dibattito sulle pensioni la qualità della relazione tra gli enti previdenziali ed i loro Iscritti.”

Federico Zanon, Vicepresidente ENPAP, spiega che: “ Il NUDGE utilizzato in ENPAP per favorire la costruzione di una buona pensione, è stata un’applicazione della Psicologia delle decisioni. I risultati sono andati oltre ogni aspettativa: 1 psicologo su 5 ha scelto di raddoppiare volontariamente i propri contributi pensionistici, senza alcun obbligo. La nostra esperienza ha dimostrato che si può fare una buona politica previdenziale mantenendo il livello di obbligo al minimo, e lasciando ampio margine di scelta alle persone. Le persone, se adeguatamente informate, guidate e coinvolte in un rapporto fiduciario, sapranno scegliere bene. Ma il NUDGE da solo non basta. Se abbiamo ottenuto questi risultati è grazie ad un clima di fiducia, basato su ascolto, dialogo e prossimità, che abbiamo coltivato nei nostri ultimi 5 anni di governo dell’ENPAP. Gli psicologi hanno affrontato questa novità con grande maturità, con un dibattito spontaneo civile e approfondito. Abbiamo avuto meno di una decina di reclami, tutti risolti al meglio. Cosa rara in questi tempi. Basare la previdenza su valori come la fiducia, l’ascolto e il dialogo è una sfida possibile, e che genera risultati: la raccolta di 10 milioni di euro di contributi aggiuntivi volontari da parte di ENPAP lo dimostra in modo concreto.”