Garanzia Giovani, Bruxelles soddisfatta per le adesioni. Plauso all’Italia e al Jobs act

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Escono i dati e dall’Unione europea arriva finalmente un via libera per il nostro Paese. Il 64,1% dei ragazzi italiani, infatti,  ha accettato un’offerta di impiego o di formazione, e a sei mesi dalla fine del progetto era di nuovo impiegato. Una media molto elevata rispetto a quella europea (35,5%). L’Italia ha ricevuto 567 milioni di euro, raddoppiati poi dal fondo sociale europeo.

“In Italia, la Garanzia Giovani ha spinto a cambiamenti che si riflettono nelle riforme avviate con il Jobs Act”, scrive la Commissione, precisando che il numero dei giovani registrati è aumentato costantemente fino a raggiungere più di un milione a marzo 2016. La maggior parte delle offerte in Italia (oltre il 60%) sono tirocini, e solo il 30% offerte di lavoro, mentre nella media europea è il contrario: il 70% offerte di lavoro, il 20% di tirocini e il 10% apprendistato.

Ma la Garanzia giovani è un successo in quasi tutti gli Stati membri. In tre anni il programma ha dato opportunità di lavoro o di formazione a 9 milioni di giovani europei, contribuendo a ridurre il tasso di disoccupazione giovanile dal 24,4% nel 2013 al 18,9% nel 2016, e quello dei Neet (né occupati né studenti) dal 13,2% del 2012 al 12% nel 2015.

E proprio grazie al successo della Garanzia Giovani, Bruxelles ha deciso di mettere in campo, dopo la tessera professionale, anche  un “passaporto delle competenze”, per uniformare i curricula a livello europeo. L’obiettivo è renderlo sempre più digitale, legandolo ai “big data” in modo che si possano anticipare le tendenze del mercato del lavoro e le competenze richieste.