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Covip, relazione annuale. Finocchiaro: “I sistemi pensionistici sono sotto pressione”

“La crisi economica e politica italiana e mondiale sta incidendo anche sui sistemi pensionistici” – così il presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione durante la presentazione del rapporto annulae 2011. Venti pagine nelle quali il presidente Finocchiaro parla di passato, presente e futuro dei sistemi pensionistici esprimendo preoccupazione per un futuro che, in mancanza di scelte che vadano verso l’ampliamento del mondo del lavoro, come suggerito già dal libro bianco dell’Unione Europea, non si prospetta roseo.

“Si accentua – scrive il presidente Covip – specie nelle giovani generazioni il senso di incertezza che caratterizza gli anni di crisi. Le difficoltà occupazionali interessano larga parte delle famiglie italiane; il sostegno da parte di queste ultime ai giovani mostra segni di cedimento. I dati sulla disoccupazione e l’inattività, in particolare delle classi giovani, confermano, pur nel quadro di fattori comuni a molti paesi europei, sistenza di un problema italiano. Da tempo il Paese cresce in misura modesta, con limitata competitività e investimenti insufficienti a sostenere l’occupazione”.

A farne le spese le adesioni alla previdenza complementare che “sono state, inevitabilmente, limitate rispetto alla base di riferimento. Vi hanno contribuito talune rigidità normative, la sarsa propensione delle famiglie a riversare nel canale previdenziale una quota delle loro risorse, la limitata incentivazione del risparmio a lungo termine”.

Cosa fare? Per il presidente Finocchiaro: ” E’ imperativo tornare a far crescere l’economia reale, in un contesto di norme più snelle e trasparenti e di conti pubblici in ordine. Per il medio-lungo termine va definita una coerente direzione di marcia, intervenendo, per quanto possibile, sulla spesa pubblica corrente, concentrando le risorse sull’istruzione e sui settori innovativi, ridisegnando il mercato del lavoro, sostenendo la domanda interna, valorizzando l’apporto delle nuove generazioni”.

 

 

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