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Emergenza occupazione, il documento finale della Commissione Lavoro della Camera

A conclusione dell’indagine conoscitiva “Sulle Misure per fronteggiare l’emergenza occupazionale, con particolare riguardo alla disoccupazione giovanile”, รจ stato reso pubblico,ย durante una conferenza stampa a Montecitorio , il documento approvato dalla XI Commissione Permanente. Dal report emerge che la maggioranza dei disoccupati รจ rappresentata dalla fascia di etร  tra i 30 e i 39 anni, mentre al di sotto die 29 anni la disoccupazione รจ quantificata introrno al 38%.

Alla presidente della Camera, Lauraย ย Boldini, il compito di aprire l’incontro. “Rispetto agli altri Paesi europeiย  – ha sottolineato laย Presidente della Camera – emerge che in Italia il rischio di rimanere disoccupati รจ molto piรน alto per i giovani rispetto alle altre classi di etร . Inoltre, i cosiddetti “scoraggiati” (ossia quelli che hanno addirittura rinunciato a ricercare un impiego) sono – caso unico in Europa – piรน numerosi rispetto ai disoccupati, cioรจ a coloro che sono in cerca di un lavoro e che sono iscritti presso i centri per l’impiego o si rivolgono alle altre forme di intermediazione. Nel complesso, peraltro, il documento della Commissione Lavoro ci fa capire come i soggetti in situazione di disagio occupazionale siano ormai circa 7 milioni, con un divario ancora significativo tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno. Di fronte a questi dati abbiamo una prioritร : quella di indicare una strategia che si contrapponga finalmente alla logica della pura emergenza e che investa sul futuro, soprattutto dei giovani”.

In discussione sono gli interventi legislativi degli ultimi decenni, se questi ย abbiano davvero cercato e trovato una soluzione strutturale per incentivare l’occupazione giovanile.

“Non รจ facile rispondere a un quesito cosรฌ complesso -ha spiegato la Presidente Boldrini – ย ma i dubbi sono certamente tanti. Le maggiori perplessitร  sulla reale ricerca di soluzioni strutturali vengono dalla sempre piรน frequente introduzione di contratti flessibili. Che tipo di occupazione hanno creato queste misure? In Italia, cosรฌ come nel contesto piรน ampio dell’Unione Europea, il lavoro sembra essere passato gradualmente da “diritto” su cui fondare le costituzioni laburiste del dopoguerra, a semplice bene da scambiare o “somministrare” sul mercato. Le imprese non ne hanno beneficiato in termini di competitivitร . Ma รจ la societร  nel suo complesso a non aver beneficiato di questa spinta alla mercificazione del lavoro. รˆ noto che la precarietร  e l’insicurezza diffusa, la mancanza di prospettive di lavoro dignitoso, finiscono per minare le basi della coesione sociale. Lo dimostrano le conseguenze della lunga crisi economica che ancora stiamo attraversando e che mi vengono testimoniate molto spesso anche negli incontri che svolgo qui a Montecitorio con delegazioni di disoccupati, di precari, di lavoratori di aziende in difficoltร  o nelle numerose email di cittadini che mi segnalano i devastanti effetti della crisi sulle famiglie e su intere comunitร  territoriali. La mancanza di occupazione e di tutele, l’aumento delle disuguaglianze e dell’ingiustizia sociale, il progressivo incremento delle nuove povertร , rischiano di raggiungere livelli insostenibili per le nostre democrazie. Per questi motivi, alla necessitร  di tutele e dignitร  del lavoro, dobbiamo essere in grado di coniugare l’esigenza della produttivitร  e delle opportunitร ”.

Una risposta positiva arriva dal progetto integrato “Garanzia giovani”, che l’Unione europea ha promosso con grande determinazione. L’Italia รจ stata uno dei primi Paesi ad adottare questo progetto basato sul tentativo di integrare le politiche attive del lavoro con un rafforzamento dell’offerta formativa e il conseguente rafforzamento dei servizi per l’impiego. Una migliore intermediazione tra domanda e offerta non basta, perรฒ.

“Prima di offrirli quei posti dobbiamo essere capaci di crearli.ย  – ha sottolienato la terza carica dello Stato – Non si possono offrire posti se manca il lavoro. Molto rimane da fare in termini di rilancio economico, di crescita, di nuovi investimenti.ย  E’ ora di puntare sulla progettualitร , sull’innovazione, sulla capacitร  organizzativa. In sostanza, dobbiamo mirare alla migliore combinazione tra dignitร  e produttivitร  del lavoro, tra tutele e opportunitร , integrando formazione e lavoro, valorizzando la conoscenza, il saper fare, l’innovazione”.

Per il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano: “Per aumentare lโ€™occupazione la stradaย รจ il rilancio dei consumi piรน che rimettere mano di nuovo alle regole esistenti nel mercato del lavoro. Smettiamola di pensare che con nuove regole il mercato del lavoro riparte. Cambiare puoโ€™ far bene ma puรฒ anche fare male. La stradaย  รจ il rilancio dei consumi perchรฉ il problema veroย รจ la carenza di domandaโ€.

Damiano ha definito โ€impressionanteโ€ la cifra di sette milioni di persone in disagio occupazionale (oltre a disoccupati e persone che non cercano lavoro pur essendo disponibili si considerano i part time involontari e i lavoratori con un sostegno al reddito come quelli che sono in cassa integrazione). E in questa situazione gli addetti in Italia ai servizi per lโ€™impiego sono appena 7.500 a fronte dei 77.000 in Gran Bretagna e i 120.000 in Germania.

 

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