Ministero del lavoro, 210mila nuovi contratti ma molti sono trasformazioni

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Più contratti a tempo determinato anche se la loro incidenza scende al 62,8%, si indebolisce l’apprendistato che ormai si attesta poco sopra al 2% dei nuovi contratti ma di fatto, secondo Via Veneto, i conti tornano e registrano un segno +.

Ad aprile, infatti, le attivazioni di nuovi contratti a tempo indeterminato sono state 171.515 a fronte di 122.979 cessazioni, con un saldo attivo di oltre 48mila contratti stabili. Tutto merito degli sgravi fiscali? Non solo visto che a partire dal 6 marzo le aziende possono assumere anche con il nuovo contratto a tutele crescenti (che introduce l’indennizzo al posto del reintegro come regola generale in caso di licenziamento illegittimo). Nel mese di marzo 2015 le attivazioni dei nuovi contratti di lavoro nel complesso erano state 641.572 a fronte di 549.273 cessazioni, con un saldo attivo di 92.299 unità.

Da notare comunque che nel mese di aprile sono state 35.883 le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato (erano 19.144 nello stesso periodo del 2014). Sempre in aprile, aggiunge la nota, “il numero di cessazioni di rapporti di lavoro è pari a 546.382. Di queste, 122.979 fanno riferimento a contratti a tempo indeterminato, 328.148 a tempo determinato, 13.636 sono relative a contratti di apprendistato, 36.619 a collaborazioni e 45mila a forme di lavoro classificate nella voce ‘altro'” .