SME WEEK. Bienkowska: “Sono i professionisti che creano occupazione. Camporese: “Centrati i temi da noi posti

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“Sono le aziende e i professionisti che creano occupazione, non le amministrazioni. Nell’ultimo anno questo Sistema ha creato in Europa un milione di posti di lavoro con una crescita del 2.5% rispetto allo scorso anno”, così la Commissaria europea all’industria e l’imprenditoria, Elzbieta Bienkowska nel suo intervento alla European Sme Week .

“Le sfide lanciate dalla Commissaria  centrano i temi che da tempo abbiamo focalizzato come le vere sfide per la sostenibilità delle professioni, dei redditi e, in ultima analisi per la previdenza e il welfare – sottolinea il Presidente dell’AdEPP, Andrea Camporese, da Lussemburgo –  Il mercato si apre e si avvia sempre più ad essere uno spazio unico”.

Un mercato globalizzato, più ampio, complesso che ha spinto la Commissaria ad individuare alcune aree di intervento. “La Commissione ha deciso di dare un nuovo impulso basato su tre linee guida – ha spiegato durante la conferenza Elzbieta Bienkowska –  . Creare più opportunità per imprenditori, professionisti e consumatori, incoraggiare fortemente l’innovazione e portare un miglioramento concreto della vita quotidiana delle persone, derivante proprio da un mercato più ampio e più omogeneo nelle regole. Serve una nuova cultura delle regole, del loro rispetto e della loro semplificazione”.

“Sono d’accordo quando la Commissaria chiede che gli Stati non approvino norme che vadano contro la libera circolazione del lavoro e delle imprese, ma dobbiamo tenere presente che i carichi fiscali, i costi previdenziali, le barriere burocratiche e gli adempimenti formali debbono essere allineati – denuncia il Presidente Camporese – pena l’assenza di qualsiasi competizione e beneficio per gli utenti”.

E da Lussemburgo, Camporese chiude lanciando un messaggio alla Governance del nostro Paese: “Spero che il Governo e il Parlamento italiani possano trovarsi in prima fila nella determinazione dei passaggi futuri decisi dalla Commissione.  Serve anche essere molto attenti alla definizione degli standard comuni professionali. Sotto una certa soglia non esiste garanzia di prestazione, e questo è l’esatto contrario a della professionalità, sopra una certa soglia si rischia di essere protezionisti. Il punto di equilibrio sarà molto delicato”.