Lavoro e previdenza. I cambiamenti in atto

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I cambiamenti  in atto, sia sul lavoro sia sulla previdenza, è il tema sul quale si sono confrontati i relatori e i presidenti delle Casse che hanno partecipato al seminario Adepp dal titolo “Il libro bianco per un welfare della persona nell’era della quarta rivoluzione industriale”.

“La grande trasformazione che si è avviata nel corso di questi anni e nel quale noi siamo immersi – ha detto il Presidente della Commissione lavoro del senato, Maurizio Sacconi – ci dice che profondamente la vita delle persone è cambiata profondamente. Le transizioni che nell’arco della vita si imponevano a determinate età o in eventi eccezionali sono messe in discussione. Avremo una transizione permanente che prevede mercati del lavoro transizionali ed evoluzioni permanenti della professionalità e della professione”.

“Il lavoro – ha sottolineato Sacconi –  ha abbandonato e sempre più abbandonerà il concetto di posto fisso. La discontinuità lavorativa sarà sempre di più un problema con la quale fare i conti”.

“Una discontinuità sulla quale le Casse non solo si interrogano da tempo  – ha sottolineato il Presidente AdEPP Alberto Oliveti – ma in risposta a questa stanno mettendo in campo azioni di welfare,  politiche attive volte al sostegno dei redditi e a colmare eventuali gap lavorativi e previdenziali. Inclusione, flessibilità e supporto sono temi che stiamo tarsformando in azioni concrete, per costruire un modello sociale che rappresenti efficacemente quel patto tra generazioni subentranti che per noi è il motore del nostro sistema”.

E la formazione che per il Presidente di Adapt, Emmanuele Massagli, dovrà essere “perpetua e non più solo continua se vorrà dare risposte”, per il Senatore Sacconi “avrà sempre di più un ruolo fondamentale”.

“Uno dei passaggi sui quali ci stiamo concentrando – ha raccontato Walter Anedda, Presidente della Cassa dei dottori commercialisti – è l’attività di supporto e di formazione, facilitati in questo anche da una iniziativa del nostro Ordine che, nell’intendo di dare maggiore forza concorrenziale ai nostri iscritti, ha visto nella specializzazione un aiuto fondamentale. La formazione ha un costo che oggi viene sostenuto dai nostri iscritti, l’idea della Cassa, congiuntamente con l’Ordine, è di andare a finanziare proprio questa attività”.

Per il Presidente della Cassa degli psicologi, Felice Torricelli: “Il mondo sta cambiando così velocemente che la formazione universitaria rischia di essere costantemente in ritardo  rispetto alle esigenze della collettività. Tantissimi colleghi fanno altre attività per poter sopravvivere. Il 25% dei colleghi ha un’altra situazione previdenziale. Le carriere con percorsi lineari lineari non esistono più. Sta a noi aiutare i colleghi a mettere a fuoco le loro professionalità rispetto ai mutati bisogni della società”.

“Il lavoro è il primo modello di vitalità – ha sottolineato il Presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro – se non c’è quello non c’è previdenza, non c’è libertà, non c’è partecipazione”.

Partecipazione fa rima con promozione che è quella che ha messo in campo la Cassa dei Biologi. “Abbiamo immaginato per i nutrizionisti che è la categoria che guadagna in media 10mila euro lordi all’anno – ha raccontato la Presidente Tiziana Stallone – una sperimentazione sulla visibilità della professione organizzando la Giornata nazionale del nutrizionista”. Dalle analisi sulla popolazione che ha partecipato alla prima giornata nel 2013 c’è un netto discostamento dei loro redditi rispetto alla platea che non ha preso parte”.

“L’esperienza delle Casse – ha affermato il Direttore generale del Ministero del lavoro, Concetta Ferrari – è la prova plastica di come la flessibilità nel welfare funzioni eccome, e come sia vitale oggi rifuggire da quelle istanze omologatrici, da quelle pretese di voler creare un contenitore unico valido per tutti, che rappresenterebbe un impoverimento del sistema e un’opportunità in meno per i professionisti, e per il Paese”.

Gli fa eco, in chiusura, il Presidente Sacconi: “I contributi che sono stati portati oggi sono molto interessanti innanzitutto dal punto di vista della descrizione dei mercati del lavoro e nella necessità di avviare molti percorsi di riqualificazione delle professioni. Complimenti per il fatto che state considerando la promozione della professione e la formazione  come politica di welfare delle Casse. Questo è un aspetto che considero straordinariamente importante”.