Rapporto Censis/Salute. 1 italiano su 4 non può pagarsi le cure

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Il dato è contenuto nel l VII rapporto sulla sanità realizzato dal Censis e dalla compagnia assicurativa Rbm, presentato a Roma durante il Welfare day. Numeri che fotografano una realtà preoccupante.

Nel 2016 il servizio sanitario pubblico ha “espulso” oltre 13,5 milioni di persone. Oltre un italiano su quattro (il 22,3%) non riesce a pagarsi le spese sanitarie. Quasi 8 milioni di italiani hanno dovuto utilizzare per le proprie spese sanitarie tutti i propri risparmi e/o indebitarsi con parenti, amici o presso banche e istituti di credito vari. Quasi 2 milione di persone sono entrate per curarsi nell’area della povertà, ovvero sono diventati dei “salute impoveriti”. E 1,8 milioni di persone sono entrati nell’area della povertà mentre sono  35,2 miliardi di euro i soldi sborsati dalle famiglie nel 2016, con un aumento in tre anni del 4,2%. Un trend persino più elevato della spesa totale delle famiglie per i consumi e pari a +3,4% tra il 2013 e il 2016.

“Daltronde – ha denunciato il consigliere delegato di Rbm Assicurazione Salute, Marco Vecchietti – la sanità pubblica è a rischio crack. Mancano dai 20 ai 30 miliardi di euro per garantire il mantenimento degli attuali standard assistenziali da parte del sistema sanitario del nostro paese”.

“Nove le voci di spesa per le quali si fa più fatica ad avere accessibilità alle cure – ha sottolineato Vecchietti –  al primo posto le visite specialistiche (74,7%), seguite dall’acquisto dei farmaci o dal pagamento del ticket (53,2%), per proseguire con gli accertamenti diagnostici (41,1%), l’odontoiatria (40,2%), le analisi del sangue (31%), lenti e occhiali da vista (26,6%), le prestazioni di riabilitazione (14,2%), protesi, tutori, ausili vari (8,9%), e per concludere le spese di assistenza sociosanitaria”.