Epap. Bilancio Preventivo 2019: distribuzione agli iscritti di extrarendimenti e spese “ferme” al 2010

537

Un bilancio di grande equilibrio il previsionale 2019 recentemente approvato da EPAP – la cassa pluricategoriale dei dottori agronomi e dottori forestali, geologi, chimi-fisici e attuari – che ha voluto conciliare le esigenze di tutela patrimoniale e finanziaria con quelle di politica attiva a favore degli iscritti.

«Un bilancio che ancora una volta fa rientrare i costi intermedi nel limite delle spese sostenute dall’Ente nel 2010 – sottolinea il Presidente Stefano Poeta. Ciò sulla scia della positiva gestione 2018 che, per la prima volta in molti anni, evidenza una perfetta corrispondenza tra il previsionale e l’assestato tale da rendere superfluo l’ordinario aggiustamento autunnale del bilancio».

Il controllo dei costi e i rendimenti della gestione sono i due pilastri su cui, fin da inizio consigliatura, si è fondato l’equilibrio dei conti dell’Ente che ha contemporaneamente consentito importanti prestazioni a favore degli iscritti, la distribuzione di parte delle riserve accantonate con l’extrarendimento 2013-2016 e quello previsto 2017, aumento del patrimonio netto e delle riserve.

Perciò, il bilancio 2019, supporta – pur senza l’aumento dei costi di gestione – il previsto aumento delle aliquote di rivalutazione obbligatoria dei montanti (1,3% per l’anno entrante rispetto agli 0,5% dell’anno in corso, con circa 14 milioni di rivalutazioni previste, maggiore di 5,5 milioni rispetto al 2018), importanti investimenti a favore degli iscritti sia nell’ambito del welfare cosiddetto del bisogno con conferma di tutti gli strumenti assistenziali da tempo attivi e prevista introduzione di un innovativo sistema di copertura dei rischi di inabilità totale e temporanea con costi a carico dell’Ente, nonché innovativi strumenti di welfare attivo a supporto della professione, primo fra tutti la messa in disponibilità degli iscritti di tutti i data base de Il Sole 24 Ore.

Attesi nel 2019 i frutti della serrata  azione di recupero dei crediti pregressi svolta nel 2017-2018, soprattutto, con il puntuale accertamento  presso l’Agenzia delle Entrate dei redditi professionali dagli iscritti con omessa presentazione dei modelli dichiarativi.

L’azione ha raggiunto entità dimensionali notevoli con accertamento di quasi il 50% dei modelli mancanti appartenenti a circa il 25% degli iscritti inottemperanti.

Per il 2019 è previsto l’ingresso in EPAP della categoria dei Fisici recentemente confluiti nell’Ordine dei Chimici, dando ulteriore forza al modello – unico nel panorama della casse private – di ente pluricategoriale.

Ormai 30.000 gli iscritti alla Cassa (29.937 al 30 settembre 2018) di cui  18.039 attivi, e 2.229 Pensionati (1.134 ancora in attività).

«La lettura seppur provvisoria dei dati reddituali riferiti all’anno 2017 – continua Poeta – non registra ancora  l’auspicata inversione di tendenza in termini di fatturati, ma pare evidenziare importanti cali di utili anche sulle categorie storicamente meno sensibili alla crisi (attuari e chimici) oltre a confermare la tendenza al ribasso di agronomi e geologi. Per questo la Cassa sta incentivando azioni di welfare a sostegno della professione».

La progressiva riduzione e la perdurante stagnazione dei volumi d’affari degli ultimi anni ha stabilizzato intorno ai 10 milioni di euro il gettito dei contributi integrativi, inferiore di oltre il 20% rispetto al dato di inizio decennio. Elemento che dà ulteriore valore alla parsimoniosa gestione dell’ente, ma allo stesso tempo, dà forza alle previste azioni che l’Ente sta intraprendendo a supporto delle attività professionali degli iscritti.

Le entrate contributive previste per il 2019, sono complessivamente di € 55.752.900 (contributi soggettivi, integrative, di solidarietà, di maternità, ricongiunzioni attive, riscatti contributivi).

Coerentemente con gli indirizzi espressi dal Consiglio di indirizzo Generale, la ripartizione per il portafoglio dell’Ente vede una componente azionaria, differenziata per settore e paese, di circa il 34% del portafoglio complessivo con esposizione a mercato di circa il 30%, mentre la componente obbligazionaria rappresenta circa il 56%composta dal 36% di  titoli governativi mentre le obbligazioni corporate rappresentano circa il 64%.

Attesa per il 2019, l’approvazione ministeriale per la distribuzione agli iscritti del cosiddetto extrarendimento 2013-2016, ossia di parte della differenza tra rendimento degli investimenti e gli importi destinati alle rivalutazioni di legge. Al riguardo, l’Ente ha inviato ai Ministeri vigilanti la delibera che prevede la distribuzione agli iscritti di oltre 21 milioni di euro riferiti alle gestioni 2013, 2014, 2015 e 2016, corrispondente a circa il 4% del valore dei montanti, mentre è in previsione la predisposizione di quella relativa alla distribuzione di parte degli avanzi di gestione 2017.